Risguardo di copertina
Il volo notturno di un pilota su un caccia a reazione, in missione segreta attraverso l'Europa: questo il filo conduttore, all'apparenza assai semplice, di Straniero alla terra, il nuovo libro di Richard Bach, autore dell'ormai classico Gabbiano Jonathan Livingston. Come nel Gabbiano, anche in Straniero alla terra domina quel maestoso senso della solitudine e dell'immensità che ha conquistato lettori in tutto il mondo. Per Bach, è nello spazio che sembra realizzarsi la pienezza dell'uomo. Il pilota che vola di notte dall'Inghilterra alla Francia sorvolando la Germania sente la responsabilità della missione, ma anche l'ebrezza della sfida; ha una tale padronanza dell'aereo che trasforma il suo rapporto con il mezzo in un legame possessivo, a cui si associa, però, l'orgoglio di essere protagonista di un'azione riservata a pochi eletti: non è da tutti essere "stranieri alla terra". Bach ci trasmette nelle pagine del racconto tutte queste sensazioni, e lo fa con la maestria che gli conosciamo fin dai tempi del Gabbiano Jonathan Livingston. A lettura ultimata sembrerà anche a noi di aver compiuto un'importante e segreta missione, sospesi in quel cielo che è sinonimo di libertà e grandezza d'animo, di coraggio e spirito d'avventura.