Risguardo di copertina
aveva pregato con tutte le sue forze. per nove mesi e durante le lunghe ore del travaglio. pregato che fosse un bambino. suo marito, il giovane e valoroso comandante, non avrebbe potuto sopportare l'affronto di una femmina. daria lo sapeva bene, e sapeva anche quale terribile punizione poteva essere inflitta nel suo villaggio alle donne che non erano in grado di partorire un figlio maschio. ma era stato tutto inutile. aveva fallito. era nata samira, una bambina. lo aveva capito subito, aveva letto la sua colpa sul volto amareggiato del marito. l'uomo, il giovane e valoroso comandante del villaggio, era sconcertato. perché quello scandalo, perché proprio a lui? cosa avrebbero pensato i suoi soldati, cosa avrebbero mai detto al villaggio quando la notizia fosse giunta? non era possibile. non era proprio possibile. e così aveva deciso: la bambina sarebbe stata cresciuta come un maschio. sarà samir. nessuno mai avrebbe dovuto parlare di quel giorno, e in breve chi sapeva aveva dimenticato. sulle montagne dell'hindu kush, in afghanistan, samir impara a cacciare, ad andare a cavallo, a sparare. a non fare domande su ciò che non capisce. a credere ciecamente a suo padre, che venera come un dio. e quando il giovane e valoroso comandante viene ucciso in un combattimento, gli uomini del villaggio non hanno dubbi: anche se non è che un ragazzino, è samir ora il capo della sua famiglia, e sarà lui che dovrà diventare la loro guida.
Risguardo di copertina
shadi sa molte cose, troppe per una bambina di tre anni. sa che nella sua città, kabul, adesso comandano uomini crudeli, talebani si chiamano. sa che suo padre è in pericolo perché li aveva combattuti. sa che per lei e per le donne dell’afghanistan «la libertà è acqua passata», come le spiega amaramente la mamma il giorno in cui viene al mondo jahan, sua sorella. un anno dopo, nascosta, assiste all’irruzione di quegli uomini nella loro casa. pochi istanti e un cofanetto o e la sua amata jahan sono le uniche cose che le restano. insieme alla raccomandazione di sua madre: «promettimi che conserverai sempre la gioia che hai nel cuore». si chiama così, shadi: gioia, quello è il significato del suo nome in lingua dari. negli anni che verranno cercherà in ogni modo di rispettare quella promessa, a dispetto delle terribili sferzate del destino, della crudeltà degli uomini e di un paese che sembra temere la luce delle donne più di ogni cosa e fa di tutto per oscurarla.