Risguardo di copertina
quello che tenete tra le mani è un ricettario per la vita vera. per la vita nera, cupa e amara che vi bussa alla porta quando il frigorifero è mezzo vuoto, una vostra amica vi ha fatto incazzare e l’ortolano sotto casa vi ha incartato degli asparagi bellissimi che ora dovete capire come esaltare al massimo in un piatto semplice e goduriosissimo (termine che dovrebbe essere proibito sui social, a mio avviso). un ricettario per i giorni in cui l’amore sembra spettare a tutte le famiglie felici e a voi no, o comunque meno, quando la torta della domenica sa un po’ di catrame impastato con le lacrime e ve la siete preparata da soli.» sofia fabiani ha scritto un nuovo libro e lo ha fatto a partire da una semplice domanda: «in cucina è lecito parlare di tristezza?». e di paure, di senso di inadeguatezza, di affanni e di incazzature? il risultato è un racconto unico, divertente e sempre irresistibilmente sincero.
Risguardo di copertina
questo non è un libro per chi cerca complimenti. è per chi vuole sporcarsi le mani, sbagliare, riprovare, e magari scoprire qualcosa di sé mentre monta, impasta, impreca e maledice qualcuno o qualcosa. perché una cassata o un mont blanc dicono parecchio di chi ha deciso di prepararli. e una crostata alla confettura può insegnare la costanza meglio di un manuale di crescita personale. il dolce è una scuola: dalle basi fondamentali – le frolle, le creme, le masse montate – fino alle preparazioni più tecniche, ma non promette la perfezione. è un libro per chi vuole imparare davvero, che vi farà amare la pasticceria. è un libro per chi sa che la cucina è uno spazio franco, un rifugio, una specie di condanna, una voce fuori campo, un confessionale. in fondo, cos’hanno in comune una saint-honoré, un plumcake marmorizzato e un savarin fatti in casa? un ingrediente più di tutti: la verità.