Libri più scaricati

Ecco la classifica dei 20 libri più scaricati.

MAURO EZIO: LO SCRITTORE SENZA NOME

Risguardo di copertina

andrej sinjavskij era soltanto la metà di una storia. l'altra metà si chiamava yulij daniel'. insieme, i due scrittori russi sfidarono il regime sovietico con l'arma più potente e più temuta - la parola - pubblicando i loro libri in occidente con gli pseudonimi di abram terz e nikolai arjak. insieme, a soli quattro giorni di distanza, furono arrestati dal kgb e nel '66 giudicati in un processo che diventò uno scandalo mondiale, il primo dopo la caduta di chruscëv e delle illusioni riformiste. per loro la condanna fu quasi identica, cinque e sette anni di carcere e lavoro forzato nel gulag. su entrambi, l'ultimo giorno del processo risuonarono le parole del giudice istruttore, la sua certezza impenetrabile: "può darsi che fra vent'anni avrete ragione voi, ma per il momento sono io che ho ragione". poi il potere sovietico pensò di rompere il filo di quell'amicizia intellettuale tanto profonda da trasformarsi in politica, e tanto forte da tradurla in opposizione: aprì a sinjavskij la via dell'esilio, mentre daniel' restava confinato in patria. sinjavskij viveva a parigi, insegnava alla sorbona e i suoi libri si dovevano fermare all'immenso confine dell'urss. così lo scrittore veniva proibito nel suo paese fino a essere dimenticato. più difficile la partita a scacchi tra il potere e yulij daniel'. lui viveva in patria, dopo il campo era tornato a mosca in una casa vicino alla stazione sokol del metrò. non svolgeva alcuna attività sospetta. ma la sua vita, il suo nome, la sua identità lo confermavano intellettuale per sempre e dissidente in eterno. sul suo nome calò un'ombra. ma lui, continuamente, tra sé e sé ripeteva: julij markovic daniel', scrittore e traduttore, già condannato per attività antisovietiche, uscito dal gulag, residente a kaluga, vivente a mosca, via novaja pishanaja, ingresso 3, piano secondo, appartamento numero 52. tutto questo, per colpa di due libri.

MORANTE ELSA: L'ISOLA DI ARTURO - PREMIO STREGA 1957

Risguardo di copertina

arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella, vive in un'isola tra spiagge e scogliere, pago di sogni fantastici. non si cura di vestiti né di cibi. è stato allevato con latte di capra. la vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. e ora ricorda. queste sono le sue memorie, dall'idillio solitario alla scoperta della vita: l'amore, l'amicizia, il dolore, la disperazione. secondo romanzo della morante dopo menzogna e sortilegio (1948), l'isola di arturo confermò tutte le qualità della scrittrice romana: l'impasto di elementi realistici e fiabeschi, la forte suggestione del linguaggio. arturo, come elisa in menzogna e sortilegio, «si porta addosso la croce di far parte non di un oggi ma di un sempre».

CHODERLOS DE LACLOS PIERRE-AMBROISE-FRANçOIS: LE RELAZIONI PERICOLOSE

Risguardo di copertina

ambientato nella parigi del settecento, dove la marchesa di merteuil, falsa e devota, abbandonata dall'amante, gercourt, decide di vendicarsi diso-norandolo. a questo scopo conquista la complicità del visconte di valmont, suo ex amante e noto seduttore senza scrupoli. valmont accetta la sfida e decide di sedurre la giovane cécile, promessa sposa di gercourt. inizia così lo scambio epistolare (175 lettere) che mette in scena la rete diabolica elaborata da valmont e dalla marchesa di merteuil, tessuta in cinque mesi di progetti, manovre, sotterfugi, confessioni, elaborate ipocrisie, colpi di scena e complicatissimi intrighi. nella rappresentazione dei due protagonisti principali, tutti presi dalla loro volontà di autoaffermazione, laclos ritrae in modo del tutto originale il quadro realistico di una società moralmente dissoluta e crudele, ormai in discesa libera verso l'autodistruzione nel momento in cui elabora l'idea del massimo potere e del completo piacere, del dominio incontrastato e ottenuto con ogni mezzo, e a ogni prezzo. "le relazioni pericolose" è stato oggetto anche di fortunati adattamenti cinematografici: roger vadim (1959), stephen frears (1988) e milos forman (1989).

RILEY LUCINDA: L ULTIMA CANZONE D AMORE

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londra, 1964. con e orla sono due dei tanti giovani arrivati nella capitale alla ricerca del successo. scappati dalla selvaggia campagna irlandese, si nutrono d amore, di sogni e dei pochi spiccioli che con racimola suonando a carnaby street. è solo questione di tempo prima che qualcuno lo noti e orla farebbe di tutto per farlo felice. 1986. diciassette anni dopo il loro scioglimento, il gruppo rock the fishermen ha accettato di tornare insieme per un grande concerto di beneficenza allo stadio di wembley. ma con daly, il quarto membro della band, rubacuori e portavoce di una generazione, è scomparso a seguito di un atto di violenza estrema e apparentemente inspiegabile e di lui non si hanno più notizie. solo una persona ha la possibilità di svelare il mistero di quella notte, perché se con dovesse riapparire prima che la verità venga a galla, la storia potrebbe ripetersi con conseguenze ancora più tragiche. dall irlanda a camden town, nel cuore della swinging london si consumano le storie d amore e passione, gelosia e vendetta, di indimenticabili protagonisti. la cui ambizione sfrontata, bellezza e gioventù non vi lasceranno indifferenti.

APUZZO STEFANO: ANIMALI ARMATI: MANUALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI, COMPETENZE, INTERVENTI


HUGHES H. PATRICK - HUGHES PATRICK JOHN - STAMFORD BRYANT: VIVI OGNI GIORNO COME SE FOSSE L'ULTIMO DI UNA BELLA VACANZA

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raccontata dalla penna del giornalista bryant stamford, che ha raccolto le testimonianze di patrick henry e del suo papà, è la storia straordinaria del modo attraverso cui un ragazzo davvero speciale vuole trasmetterci quello che ha imparato. il dono più prezioso che ci possa fare.

PIEVANI TELMO - VAROTTO MAURO: VIAGGIO DELL'ITALIA DELL'ANTROPOCENE

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come ormai tutti purtroppo sappiamo, l'impatto dell'umanità sul pianeta sta producendo effetti devastanti. la realtà geografica che identifichiamo con l'italia è stata nei millenni estremamente mobile per ragioni tettoniche, morfogenetiche, climatiche, ma in ultimo anche antropiche e possiamo dunque affermare, con rigore scientifico, che homo sapiens sta contribuendo a cambiare il clima e pertanto anche la conformazione della superficie terrestre: non è un fenomeno recente, ma non era mai accaduto in tempi così rapidi e con conseguenze così vaste. considerata questa inedita accelerazione, non possiamo fare a meno di chiederci: come muterà l'aspetto del mondo nel futuro prossimo? se tutto continuerà ad andare per il verso sbagliato e non attueremo le giuste misure per evitarlo, assisteremo allo fusione dei ghiacci perenni e all'innalzamento del livello dei mari. per farci riflettere sui rischi concreti a cui potremmo andare incontro, il filosofo ed evoluzionista telmo pievani e il geografo mauro varotto hanno immaginato come si trasformerà l'italia proiettandoci, in maniera distopica, nell'anno 2786. esattamente 1000 anni dopo l'inizio del viaggio in italia di goethe, comincia così il tour di milordo a bordo del battello palmanova attraverso la geografia visionaria del nostro futuro: la pianura padana sarà quasi completamente allagata; i milanesi potranno andare al mare ai lidi di lodi; padova e tantissime altre città saranno interamente sommerse; altre ancora si convertiranno in un sistema di palafitte urbane; le coste di marche, abruzzo e molise assumeranno l'aspetto dei fiordi; roma sarà una metropoli tropicale; la sicilia un deserto roccioso del tutto simile a quello libico e tunisino... tappa dopo tappa, al viaggio di milordo farà da contraltare l'approfondimento scientifico che motiverà, con dati e previsioni, le ragioni del cambiamento territoriale - illustrato, per l'occasione, con una serie di mappe dettagliatissime create da francesco ferrarese. uno scenario giudicato per fortuna ancora irrealistico, ma utile per farci capire che l'assetto ereditato del nostro paese non è affatto scontato e che la responsabilità di orientarlo in una direzione o nell'altra è tutta nostra.

DE CRESCENZO LUCIANO: VITA DI LUCIANO DE CRESCENZO SCRITTA DA LUI MEDESIMO

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"una famiglia non si sceglie: nasci e te la trovi intorno che ti sorride. buoni o cattivi che siano, i parenti non si possono permutare come se fossero auto. io sono stato fortunato: erano tutte persone di animo gentile.sono nato e cresciuto in una casa piena di gente. quando ci riunivamo per il pranzo sembrava sempre che ci fosse una festa. a capotavola, a impartirci due volte al giorno la benedizione con l'acqua santa, si piazzava la nonna materna. ci guardava per un attimo con l'occhialetto, per vedere se eravamo tutti attenti, e poi biascicava qualcosa in latino che non sono mai riuscito a capire. [...] alla sua destra si accomodavano mio padre, mia madre e mia sorella clara, e sulla sinistra i miei tre zii single: zio luigi, zia olimpia e zia maria. all'altro capo della tavola stavamo seduti io e rosa, la mia balia ciociara. [...] chi invece non mangiava mai con noi, ma in cucina, era la cameriera numero due, continuamente sostituita perché sempre sospettata di aver rubacchiato."

JEMMA ENZO: L'ISOLA DIMENTICATA


GANCITANO MAURA - COLAMEDICI ANDREA: LIBERATI DELLA BRAVA BAMBINA

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cosa significa essere donna? non alzare la voce, non ribellarsi. obbedire al padre, al marito, alla società. significa calma e sottomissione. dover essere una brava bambina, poi una brava moglie e una brava madre. eppure per qualcuna tutto questo non basta. attraverso otto storie che spaziano dal mito alla contemporaneità, gli autori raccontano l’altra faccia della luna: e cioè come fin dagli albori dell’umanità, in saghe, leggende ed epopee letterarie, i modelli di donne forti sono sempre stati ridotti al silenzio. ma dal nuovo racconto delle storie di era, medea, daenerys, morgana, malefica, difred, elena, dina, se ci si pongono le domande giuste, possono risultare modi diversi di vivere se stesse e la propria femminilità, di leggere i meccanismi che circondano e intrappolano. con la guida della filosofia, che ci aiuta a domandarci il significato delle cose e ci indica un comportamento nel mondo, questi ritratti femminili insegnano come trasformare le gabbie in chiavi e volgere le difficoltà in opportunità. solo così ci si potrà finalmente permettere di esistere, e non aver paura di fiorire. fare filosofia aiuta a piazzare punti interrogativi alla fine delle parole, come fossero esplosivi. non più “donna”, ma “donna?”, non più “si fa così”, ma “si fa così?”. non più “è sempre stato così”, ma “è sempre stato così?”. in questo modo ogni preconcetto esplode, e si aprono passaggi segreti impensabili e altrimenti invisibili.

CALVETTI PAOLA: CARA SORELLA

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alessandro, alberto e santa sono tre milanesi, in vacanza in puglia durante l'estate. mentre passano on the road da polignano a ostuni, da brindisi a casteldelmonte, i discorsi, le sorprese e i ricordi si mescolano e si sovrappongono. mentre scoprono tradizioni impercettibili al nord e visitano monumenti illuminati da una luce che a milano non esiste, ciascuno fa i conti con le proprie esperienze: sarita ripercorre la sua infelice storia d'amore, alessandro (voce narrante del libro) racconta dell'intenso rapporto con la sorella autistica laia, ciascuno ripensa alle persone che negli anni ha perso. e confidenza dopo confidenza, tra alessandro e alberto affiora un'imprevedibile attrazione, che anni dopo alessandro decide di raccontare proprio a iaia, sua sorella.

VERONESI UMBERTO: DA BAMBINO AVEVO UN SOGNO

Risguardo di copertina

fin dai primi giorni in cui misi piede all'istituto nazionale dei tumori di milano, alla vista dei malati, abbandonati in una disperante solitudine, provai un sentimento di ribellione contro questa malattia terribile e dolorosa. e ancora adesso, pur avendole dedicato tutta la mia creatività, la mia voglia di cercare e scoprire, e ogni mia capacità intellettuale, spesso mi sento deluso e frustrato perché il traguardo mi appare ancora lontano. allora nascono in me sempre nuove frontiere da raggiungere e nuove sfide da vincere." così umberto veronesi, uno dei massimi esperti mondiali nella cura del cancro, racconta come fu spinto dapprima a reagire al fatalismo con cui il tumore veniva accettato da tutti, e poi a ingaggiare contro di esso una lotta che è ancora in corso e che nell'arco di trent'anni ha dato straordinari risultati. a che punto è, oggi, questa lotta? cosa sappiamo delle cause del cancro e di come si sviluppa? quanto incide nel suo insorgere il patrimonio genetico e quanto lo stile di vita? esistono cure efficaci per sconfiggerlo? quindici anni dopo il successo di "un male curabile", umberto veronesi riprende il discorso dove lo aveva lasciato e in "da bambino avevo un sogno" traccia un bilancio delle attuali conoscenze nel campo della ricerca e della cura dei tumori. con un linguaggio rigoroso ma accessibile spiega come è cambiata l'oncologia rispetto a ieri e come cambierà in futuro, ora che, con il sequenziamento del genoma umano, intervenire sui geni non è più soltanto un'utopia. ma per l'autore parlare di lotta contro il cancro significa anche ripercorrere la storia di un sogno che da alcuni anni è diventato realtà: l'istituto europeo di oncologia, creato a milano sul modello del national institute of health di bethesda e accolto da polemiche al suo nascere, dopo anni di traversie dal 1994 rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per l'oncologia europea. pensato per attuare il principio della centralità del paziente e imperniato sulla coesistenza e l'integrazione fra ricerca e terapia, esso si propone come punta avanzata e innovativa degli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico. l'ieo, che umberto veronesi, insieme a pochi amici, ha tenacemente voluto contro tutto e contro tutti, è la prova concreta di un nuovo modo di concepire la lotta ai tumori, e la sua storia è la storia di una nuova frontiera e di una nuova sfida.

RATTARO SARA: DUE CUORI IN TEMPESTA

Risguardo di copertina

mia è spezzata da una perdita che ha stravolto per sempre la sua vita. suo padre, coraggioso vigile del fuoco, è morto davanti ai suoi occhi durante un salvataggio in mare, lasciandola con un vuoto incolmabile e un dolore che si aggrappa alla pelle come la pioggia incessante. da allora, la ragazza ha tagliato i ponti con il passato da nuotatrice, con l'amica di sempre e con i compagni di scuola. le sue giornate scorrono tra silenzi, scatti d'ira e pomeriggi in solitaria. quando conosce giovanni, enigmatico e pacato, con una macchina fotografica sempre in mano e due occhi che sembrano vedere oltre le apparenze, qualcosa in lei si muove. anche lui ha le sue ombre e ha smesso di credere che la vita possa offrirgli ancora qualcosa di buono. ma in quei pomeriggi trascorsi nell'officina abbandonata dello zio, mia irrompe come un fulmine: incontrollabile, viva, spigolosa. tra attimi rubati e sguardi carichi di non detto, tra i due nasce un legame tanto inaspettato quanto intenso. e così, mentre cerca una via per riconciliarsi con l'assenza del padre, anche grazie alla nuova amicizia con la sensibile e sfuggente ella, mia si ritroverà a fare i conti con il senso di colpa e la paura di lasciarsi andare. sarà allora che capirà che forse non è sbagliato voler ricominciare a vivere e che l'amore può sbocciare anche nel mezzo della tempesta. perché a volte è proprio nei luoghi più impensabili che troviamo chi sa tenerci la mano quando tutto il resto va in pezzi.

GALCHEN RIVKA: LO SANNO TUTTI CHE TUA MADRE E' UNA STREGA

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germania, 1618. la peste continua inesorabilmente a mietere vittime, e in europa si sentono risuonare i primi colpi della guerra dei trent’anni, appena cominciata. a leonberg, un villaggio del ducato del wu¨rttemberg, l’anziana vedova katharina kepler viene accusata di stregoneria. a prendere le sue difese ci sono solo i figli – tra cui il maggiore, johannes, matematico imperiale e rinomato autore delle leggi sui moti dei pianeti – e il vicino di casa simon. nel suo nuovo romanzo rivka galchen costruisce una magistrale narrazione corale, dove alle voci di katharina e simon si alternano quelle di alcuni abitanti di leonberg, chiamati a testimoniare durante il processo. ma il racconto di questa caccia alle streghe avvenuta nel xvii secolo, dove si intrecciano fatti realmente accaduti e finzione narrativa, parla in realtà dei nostri tempi, e si rivela un monito provocatorio alla facilità con cui, in un clima di ignoranza e sospetto, la verità può essere distorta e la mentalità del branco può prendere il sopravvento e trasformare persone qualunque in belve feroci.

MORRISON TONI: L'ISOLA DELLE ILLUSIONI


CIBRARIO BENEDETTA: LO SCURNUSO

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dalla napoli borbonica fastosa e miserabile, passando per la napoli sfigurata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, fino alla napoli contemporanea, per vicoli e palazzi, umide stamberghe e salotti sontuosi, seguiamo il destino dello scurnuso, una statuetta modellata da un apprendista di straordinario talento sulle fattezze del pastoraio tommaso iannacone. lo scurnuso, vale a dire "il vergognoso", raffigura un uomo male in arnese che "si vergogna" di come l'ha ridotto la malattia. inizio dell'ottocento. hanno dato l'anima a quel pezzo di creta le mani sensibilissime di sebastiano, cresciuto nel convento di sant'agostino a caserta e ceduto dalla badessa, ancora bambino, a iannacone come risarcimento per un lavoro non pagato. 1939-1943. lo scurnuso è arrivato un secolo e mezzo dopo nel palazzo del duca di albaneta, costretto poi a vendere al cardinale belmonte il presepe che da anni colleziona, mantiene e allestisce: è l'ultimo pezzo, quello più caro al suo cuore, di un patrimonio smembrato per offrire alla famiglia del figlio che ha sposato una ragazza ebrea - la possibilità di sfuggire alle leggi razziali e rifarsi una vita negli stati uniti. insieme alle statuette, il cardinale belmonte acquisisce i servigi del fedele giovanni scotti, impiegato postale e restauratore, che per anni ha aiutato il duca ad allestire il presepe e che si prende cura con pazienza innamorata dei preziosi e fragilissimi personaggi che lo compongono....

LATELLA MARIA: TENDENZA VERONICA

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veronica lario, nome d'arte di miriam raffaella bartolini, è la moglie - estremamente riservata, lontanissima dalle luci della ribalta - di un uomo che vive sotto i riflettori, esaltato, criticato, vivisezionato dai mezzi di comunicazione italiani e stranieri: silvio berlusconi, presidente del consiglio, fondatore di un impero imprenditoriale, uomo tra i più ricchi del mondo. per la prima volta, veronica berlusconi racconta se stessa nel corso di lunghe conversazioni con maria latella, brillante giornalista politica del "corriere della sera". proprio maria latella, nel 1992, aveva raccolto la prima intervista rilasciata dalla signora berlusconi. da allora si è sviluppata un'amicizia che non si è interrotta quando veronica, dopo la 'discesa in campo' del marito, si è ritrovata nell'imprevisto ruolo di first lady. questo libro è il ritratto di una donna attraverso i suoi ricordi personali e il racconto del lato privato, e finora mai visto così da vicino, dell'uomo più potente d'italia. maria latella ripercorre le vite parallele di un imprenditore e di una giovane attrice di teatro che a un certo punto, nella primavera del 1980, si incrociano. da quel momento, veronica è testimone attenta e discreta di molte scelte che si rifletteranno sulla società italiana, dai primi successi della tv commerciale alla nascita della squadra di publitalia, dai contatti con grandi personaggi della politica e dell'economia - bettino craxi, gianni agnelli, rupert murdoch - fino alla fondazione di forza italia. questa biografia - che è anche autobiografia e confessione - offre il punto di vista della più discreta anti-first lady italiana su molti argomenti mai affrontati in pubblico come la scuola, l'arte, la politica, le sue aspirazioni di donna, e rivela una sensibilità nella quale molte lettrici (e anche molti lettori) potranno riconoscersi.

SANCHEZ CLARA: LO STUPORE DI UNA NOTTE DI LUCE

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è una notte stranamente luminosa. una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. lo sa bene sandra mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. ha fatto il possibile per proteggerlo. ma nessuno è mai davvero al sicuro. soprattutto ora che nella borsa dell'asilo ha trovato un biglietto. poche parole che possono venire solo dal suo passato: "dov'è juliàn?". all'improvviso il castello che sandra ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. sandra deve tornare dove tutto è iniziato. dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo. dove ha incontrato due vecchietti che l'hanno accolta come una figlia, ma che in realtà erano due nazisti con le mani sporche di sangue innocente, che inseguivano ancora i loro ideali crudeli e spietati. è stato juliàn ad aiutarla a capire chi erano veramente. lui che, sopravvissuto a mauthausen, ha cercato di scovare quei criminali ancora in libertà. lui ora è l'unico che può conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché. juliàn sa che la sua lotta non è finita, che i nazisti non si sono mai arresi. si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti. dietro minacce sempre più pericolose. e quando il figlio di sandra viene rapito, l'uomo sente che bisogna fare qualcosa e in fretta. perché in gioco c'è la vita di un bambino. ma non solo. c'è una sete di giustizia che non può ancora essere messa a tacere.

DE GIOVANNI MAURIZIO: BUIO PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE. 3° EPISODIO DELLA SERIE DELL'ISPETTORE LOJACONO

Risguardo di copertina

nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da gigi palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l'uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti più profondi. anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. i bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.

BIBLE MICHAEL: GOODBYE HOTEL

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c’è un posto, a new york, che chiamano goodbye hotel, perché è l’ultimo rifugio di chi, per ragioni diverse, si è allontanato dal mondo e nel mondo non vuole (o non può) più tornare. lì, mentre una nevicata «ipnotica» cade sulla città, françois siede davanti al fuoco, stappa una bottiglia di vino da quattro soldi e inizia a scrivere la sua storia. vuole metterci a parte di un avvenimento capitato venticinque anni prima, ma soprattutto raccontarci quello che sarebbe potuto succedere e – forse – è successo davvero. ha a disposizione solo «un pezzetto di verità», che certo non basta a colmare tutti i vuoti. la sua voce, carica di un’antica sofferenza, ci trasporta ancora una volta a harmony, un’anonima cittadina del sud degli stati uniti, dove ogni sera «si confonde con un milione di altre sere» e i giovani sono «destinati a perdersi» ma non smettono di desiderare «l’impossibile». dove «non c’è differenza fra chi è amato e chi non lo è», perché «tutti si sentono soli, con addosso la maledizione di un vuoto americano che gli cresce dentro». eppure, come sanno i lettori di l’ultima cosa bella sulla faccia della terra, harmony è anche un crocevia dove il destino dà appuntamento alle sue vittime ignare: in questo caso due ragazzi innamorati e un misterioso uomo con un completo di seersucker, che in una notte di fine estate si incontrano sotto lo sguardo benevolo e saggio di lazarus, una tartaruga dai poteri chiaroveggenti, indimenticabile protagonista del romanzo. perché nell’universo di michael bible il passato può facilmente diventare futuro e viceversa; come in un sogno di david lynch, a una dimensione della realtà ne corrispondono infinite altre, parallele e comunicanti. non ci resta quindi che abbandonarci al ruolo di testimoni involontari e accettare che la verità a volte risulti inaccessibile, protetta da un guscio di bugie e inganni simile a quello di una testuggine centenaria.