GUCCINI FRANCESCO: CANZONI
Risguardo di copertina
(non indicato)
DE ROJAS FERNANDO: LA CELESTINA
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la celestina è uno tra i massimi capolavori della letteratura spagnola del '500. e' uno straordinario quadro di una società in rapido mutamento, è un'indagine nella psiche dei personaggi che si rivela attraverso il dialogo teatrale
DI BENEDETTO VINCENZO: EURIPIDE, TEATRO E SOCIETA'
DI GIACOMO SALVATORE: ASSUNTA SPINA
DIEGO FABBRI: VEGLIA D'ARMI
DORST TANKRED: ERA GLACIALE
DORST TANKRED: IO FEUERBACH
DURAS MARGUERITE: SUZANNE ANDLER
ELIOT THOMAS STEARNS: ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE
GUCCINI FRANCESCO: CITTANO'VA BLUES
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"cittanòva blues" è bologna dalla fine degli anni '50 all'inizio degli anni '70. in una prosa poetica ricca di echi, di vibrazioni e di sfumature, intarsiata di dialetto, di gergo e preziosismi letterari eppure sempre leggibile per il ritmo rapinoso che sa creare e per gli irresistibili effetti ora espressionistici, ora lirici e comici, guccini racconta la vita picaresca dei 'musici' negli anni '60 e quella dei ragazzi e delle ragazze di allora, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima cinquecento (il 'centoscudi'), la garconnière (il 'tràppolo'), la naia, le osterie, i primi gruppi musicali, che oggi sono le 'band' ma una volta si chiamavano ancora 'complessi'... e' un canto, quello di guccini, su una città, un'epoca e un mondo che non ci sono più. ma lo spirito è tutt'altro che provinciale: il respiro è ampio, felice, liberatorio, come quello del blues dei neri d'america che evoca i grandi paesaggi della louisiana e di new orleans. i lettori di "cròniche epafániche" e "vacca d'un cane" riconosceranno in "cittanòva blues" l'ultimo atto, il compimento di una trilogia nata sull'appennino e passata per modena (la 'città della motta'), ritroveranno le passioni antropologiche di guccini e la sua natura di indagatore minuzioso della lingua, della cultura materiale e del panteon spirituale di genti semplici ma sapienti, cresciute al ritmo della terra e delle stagioni, modellate dal lavoro e dai riti della famiglia e della comunità, prima di essere travolte dall'onda del moderno. quell'occhio, capace com'è di scrutare nelle goffaggini, nelle durezze, nell'inerme euforia della giovinezza, ci offre un ritratto indimenticabile di una provincia nella quale si può ormai riconoscere gran parte sia della provincia italiana degli anni '60 sia di una generazione, quella che oggi si avvia a 'tirare le reti'. si tratta di una generazione importante, che ha molto influenzato le successive, che ha molto lottato, molto sognato e molto sbagliato e che qui si ritroverà in una foto nient'affatto in posa. in queste pagine il lettore non coglierà né esaltazioni né ritrattazioni, né invocazioni nostalgiche né bilanci amari, sentirà semplicemente la musica e le dissonanze di quei giorni, come le restituisce la voce dolce e aspra della poesia.
HAYDEN TOREY L.: UNA BAMBINA
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BARTOLETTI MARINO: CARO LUCIO TI SCRIVO
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25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto ci manchi, mi manchi tanto lucio. per una volta – ti prego – di’ la verità, vecchio bugiardo. il tuo è stato solo uno scherzo. non un addio! marino bartoletti rievoca i ricordi più intimi di lucio dalla, svela aneddoti spesso inediti, riporta le frasi dette e quelle rimaste finora nel cuore. caro lucio ti scrivo è la testimonianza di una vita fatta di passioni comuni – il calcio, la pallacanestro, i fumetti, con la musica a fare da sfondo –, ma anche di singolari episodi privati, dall’inizio del loro rapporto alla serata finale del festival di sanremo 2012, quando si sorrisero e si abbracciarono per l’ultima volta. caro lucio ti scrivo, perché credo di non averlo mai fatto. o forse sì, ma non sono sicurissimo. potrebbe essere accaduto verso l’autunno del 1970, poco prima di conoscerci. di certo non avevo mai incontrato – né mi sarebbe mai più accaduto di incontrare – un esemplare come te. potrei anche aggiungere un amico come te. e persino un genio come te. ma, pur sapendo che non faresti nulla per schermirti, non vorrei sprecare subito le mie cartucce. tutto cominciò con “pressing”, un giornalino di provincia che parlava di basket
DE LUCA ERRI: L'ULTIMO VIAGGIO DI SINDBAD
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il capitano di un vecchio battello è al suo ultimo viaggio. sottocoperta un carico di uomini, donne, bambini aspetta di arrivare alle coste italiane. fra echi biblici e leggende di mare erri de luca narra una storia senza tempo calandola nelle vicende di oggi. un testo scritto per il teatro che ha l'andamento di un racconto.
VARGAS FRED: SULLA PIETRA. 10° LIBRO DELLA SERIE DEL COMMISSARIO JEAN-BAPTISTE ADAMSBERG
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il guardacaccia gaël leuven era un marcantonio solido come uno scoglio bretone, ma per ucciderlo sono bastate due coltellate al torace. a louviec lo conoscevano tutti. compreso josselin de chateaubriand (forse discendente di quel chateaubriand), il nobilastro dall’abbigliamento eccentrico che adesso è il principale sospettato. richiamato in bretagna dal commissario locale, adamsberg si addentra nelle numerose ramificazioni del caso. ma pur perdendosi come di consueto in false piste e digressioni mentali, in osservazioni prive di qualunque nesso con l’indagine, c’è da scommettere che anche questa volta verrà a capo del groviglio di omicidi ed efferatezze. grazie alle sue illuminazioni proverbiali ma anche, forse, all’energia ancestrale dei menhir.
MANZO GIUSEPPE: L'INCANTESIMO DEI GATTI
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l’incantesimo dei gatti è un romanzo che rappresenta il primo volume di una trilogia narrativa che mescola suspense, introspezione e rinascita. ermanno, giornalista idealista e direttore del quotidiano il sole del mezzogiorno, scopre improvvisamente che la sua vita è una trappola. tradito da chi gli è più vicino e braccato da poteri criminali e politici, è costretto a fuggire da napoli e rifugiarsi in una baita tra le montagne dell’abruzzo. in un vortice di agguati, menzogne e vendette, ermanno intraprende una fuga che diventa una discesa dentro se stesso: scopre che i veri nemici non sono solo fuori, ma anche nella rete invisibile delle relazioni quotidiane. sarà in mezzo alla natura, tra pastori senza tempo e due gattini che diventeranno simbolo di libertà e rinascita, che troverà una nuova visione della vita e per la prima volta, l’amore. un romanzo intenso, che parla di paura e riscatto, di coraggio e consapevolezza, in un’italia contemporanea dove il potere corrompe e la verità può costare la vita.
GIANNONE FRANCESCA: DOMANI, DOMANI
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salento, 1959. lorenzo e agnese hanno perso tutto. e lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che lui ha vissuto come una condanna. per lorenzo e agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. quindi l’idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. ma agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «io resto dov’è casa mia». è una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. perché vogliono la stessa cosa, lorenzo e agnese, almeno finché l'amore non li porterà di nuovo a un bivio. ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani. sarà per entrambi un domani senza rimpianti?
TOLSTOJ LEV NIKOLAEVIC: GUERRA E PACE
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sette anni occorsero a tolstoj (dal 1863 al 1869) per comporre uno dei capolavori della letteratura ottocentesca. l'ossatura del romanzo, sullo sfondo delle guerre napoleoniche - dal 1805 alla travolgente insurrezione di tutto il popolo russo nel 1812 - è data dalle vicende di due grandi famiglie dell'alta nobiltà, i rostov e i bolkonskij, depositari dei valori autentici e genuini, intrecciate a quelle dei corrotti e dissoluti kuragin. spiccano, nella moltitudine di personaggi, le figure di natasa, fanciulla e poi donna di straordinaria purezza e d'indole forte e impetuosa; del principe andrei, che porta il suo orgoglio nella guerra, nella prigionia e nell'infelice amore per natasa; dell'enigmatico e complesso pierre bezuchov, capace di autentica adesione al «dolore del mondo».
HAND ELIZABETH: LA VILLA SULLA COLLINA
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siete pronti ad aprire quella porta? per sessant'anni è rimasta disabitata, ma ora la villa sulla collina ha nuovi ospiti... ignari del loro destino. che cosa c'è di meglio di una villa enorme, isolata e disabitata per mettere in scena un testo teatrale ispirato alla caccia alle streghe? è quello che pensa holly, l'autrice, ed è quello che pensano anche gli attori che ha convocato lì per le prove e che adesso ne occupano, affascinati e incuriositi, le stanze cavernose, cariche di segni del tempo. esaltata da quell'atmosfera irreale, holly non bada all'inquietudine della sua ragazza, nisa, che invece ha la netta sensazione che la casa emani un'energia minacciosa. e non cambia idea neppure quando una serie di strani avvenimenti coinvolgono tutti gli ospiti: voci misteriose - e maligne - sembrano riecheggiare nei corridoi, spifferi gelidi si alternano a folate caldissime, macchie rosse si allargano a dismisura, ombre dalle strane forme appaiono in giardino... ma cosa sta succedendo davvero a hill house? in una lotta violenta tra la razionalità e il terrore, mentre l'impossibile diventa sempre più reale e la realtà sembra scivolare via, un pensiero si fa strada in tutti gli abitanti della villa sulla collina: abbandonarla, tornare alla normalità, potrebbe rivelarsi impossibile... riportando "in vita" i luoghi e le atmosfere dell'"incubo di hill house", il romanzo-culto di shirley jackson, elizabeth hand li proietta, in modo magnificamente originale, nel nostro presente, nelle nostre angosce e nelle nostre paure. il risultato è una storia che "ipnotizza e fa venire i brividi", ma che soprattutto illumina con singolare audacia le zone più oscure della nostra mente.
DA EMPOLI GIULIANO: L'ORA DEI PREDATORI
Risguardo di copertina
sono politici spregiudicati, sono titani della tecnologia. quasi ovunque hanno spazzato via la vecchia classe politica.
DE STEFANI ALESSANDRO: GLI UOMINI NON SONO INGRATI