GIANNONE FRANCESCA: GLI ANNI IN BIANCO E NERO
Risguardo di copertina
nella sartoria della famiglia elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel salento degli anni ’60, come nel resto d’italia, le donne devono restare al loro posto. eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di giovanna, i romanzi di jane austen in cui ada si rifugia, la volontà di maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del cinema apollo, mentre vede i film di fellini e visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. e decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. e mimì filma tutto. non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. perché raccontare è resistere. perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
Risguardo di copertina
pubblicata per la prima volta nel 1810 e, in seguito, corretta e rivista diverse volte fino all'edizione definitiva del 1826. la traduzione italiana in endecasillabi dell iliade ad opera di vincenzo monti ottenne subito un enorme successo, conquistandosi fin dalle sue prime apparizioni quella fama di versione principe del poema omerico che conserva ancora ai giorni nostri. le ragioni di questa celebrità non stanno tanto nella filologia o nell erudizione quanto in un fortunato incontro tra due sensibilità artistiche. il connubio tra l arcaica poesia di omero e quella del raffinato autore neoclassico, che si valse del suggerimento di alcuni valenti grecisti, risulta infatti particolarmente felice. monti, attratto dalla bellezza e dall umanità del monto dell iliade, ha saputo farne emergere armonie e colori rivelando, con un arte duttile e sfarzosa e, soprattutto, con un linguaggio poetico nobilmente letterario, tutto lo spirito lirico e drammatico del testo originale, giungendo alla stesura di un'opera di rara efficacia nell esporre sia la grandezza epica che la ricchezza di toni di uno dei primi grandi capolavori della cultura occidentale.
CONNELLY MICHAEL: LA PROVA
Risguardo di copertina
il detective stilwell della polizia di los angeles è stato esiliato in un dipartimento di basso profilo nella lontana catalina island, dopo che per questioni politiche l’hanno allontanato dalla sezione omicidi sulla terraferma. mentre si occupa di casi locali di ubriachezza molesta e piccoli furti tipici dell’isola, il detective stilwell riceve la segnalazione di un cadavere trovato sul fondo del porto, una sconosciuta identificabile inizialmente solo da una ciocca di capelli tinti di viola.
DE GIOVANNI MAURIZIO: SARA, LE ORIGINI. 8° LIBRO DELLA SERIE SARA
Risguardo di copertina
sara morozzi sa stare ai margini. ha lavorato nell'unità più discreta dei servizi, conosce le voci quando non diventano parole, legge il labiale come si leggono le crepe. dopo la morte del figlio si è ritirata, ma quella ferita non le concede riposo. è proprio l'indagine su quella morte a costringerla a rientrare in campo per la prima volta: una madre che segue tracce minime, riascolta dialoghi, rimette in ordine i dettagli che gli altri hanno lasciato cadere. da lì sara ricomincia. napoli le offre un bordo da cui guardare e muoversi senza farsi vedere. l'incontro con teresa pandolfi diventa un patto operativo e umano, il disincantato davide pardo la affianca dove serve, viola aggiunge l'occhio che ferma ciò che sfugge. ogni indizio riapre una porta che sembrava chiusa, e il metodo di sara prende forma: ascoltare, osservare, restituire alla verità la sua voce bassa ma netta. in "sara, le origini" maurizio de giovanni presenta le radici di questo sguardo e il momento in cui tutto riparte. il volume raccoglie il racconto lungo "sara che aspetta" - l'avvio, con l'indagine sulla morte del figlio - e "sara al tramonto", dove un omicidio archiviato riporta sara sul terreno operativo e definisce i legami con teresa, pardo e viola. è l'ingresso naturale nel mondo di un personaggio che, scegliendo come stare nell'ombra, decide anche come tornare a esistere. ed è da questa scelta che prende forma tutta la sua storia.
MONTANELLI INDRO - CERVI MARIO: L'ITALIA DEL NOVECENTO
Risguardo di copertina
con lo sguardo lucido e disincantato e la scrittura brillante che sono la loro cifra, in questo volume montanelli e cervi si soffermano su un secolo ricco di eventi cruciali per la storia del nostro paese, a molti dei quali hanno partecipato in prima persona: dall’assassinio del “re buono” alla grande guerra, dall’avvento del fascismo, passando per la seconda guerra mondiale, il boom economico, gli anni di piombo, tangentopoli, fino alla nascita della seconda repubblica. senza mai dimenticare un altro grande elemento decisivo per comprendere le vicende raccontate: il carattere degli italiani, e i loro eterni vizi – il conformismo, la sete di potere e la corruzione – che tanto spesso hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della nostra nazione. un affresco vivace ed esauriente di un secolo denso di avvenimenti che hanno trasformato l’italia in modo radicale.
BARTOLETTI MARINO: CARO LUCIO TI SCRIVO
Risguardo di copertina
25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto ci manchi, mi manchi tanto lucio. per una volta – ti prego – di’ la verità, vecchio bugiardo. il tuo è stato solo uno scherzo. non un addio! marino bartoletti rievoca i ricordi più intimi di lucio dalla, svela aneddoti spesso inediti, riporta le frasi dette e quelle rimaste finora nel cuore. caro lucio ti scrivo è la testimonianza di una vita fatta di passioni comuni – il calcio, la pallacanestro, i fumetti, con la musica a fare da sfondo –, ma anche di singolari episodi privati, dall’inizio del loro rapporto alla serata finale del festival di sanremo 2012, quando si sorrisero e si abbracciarono per l’ultima volta. caro lucio ti scrivo, perché credo di non averlo mai fatto. o forse sì, ma non sono sicurissimo. potrebbe essere accaduto verso l’autunno del 1970, poco prima di conoscerci. di certo non avevo mai incontrato – né mi sarebbe mai più accaduto di incontrare – un esemplare come te. potrei anche aggiungere un amico come te. e persino un genio come te. ma, pur sapendo che non faresti nulla per schermirti, non vorrei sprecare subito le mie cartucce. tutto cominciò con “pressing”, un giornalino di provincia che parlava di basket
PIERANTOZZI ALCIDE: LO SBILICO
Risguardo di copertina
«il problema era che io aspettavo i corvi, e invece arrivavano i pensieri». cosa accade quando la realtà si smaglia, e lascia entrare l allucinazione? quando la paura ti avvinghia e si accorcia il respiro? quando l unico modo che hai per stare al mondo è vivere su un precipizio, nello «sbilico» delle cose? alcide pierantozzi si è immerso in quel precipizio, e ne è uscito stringendo tra le mani un libro unico, letterario e ossessivo, capace di raccontarci per la prima volta in modo crudo e vero, “da dentro”, un male che è di molti. una storia di una potenza disarmante, che urtica e lenisce insieme, e che una volta iniziata pretende di essere letta fino all ultima parola. o bevuta fino all ultima goccia, come una medicina. alcide ha quarant anni, a volte dorme ancora con sua madre, prende sette pasticche al giorno (cinque la mattina e due dopo cena), ed è considerato «un paziente lucido, vigile, collaborativo, dall eloquio fluido». è un essere umano «difettoso» tra i tanti, ma i suoi difetti stanno tutti dentro quattro pagine di diagnosi controfirmate da uno dei più famosi psichiatri italiani: «disturbo bipolare», «spettro dell autismo», «dissociazione dell io», «antipsicotici», «pensieri di mancata autoconservazione»... dal suo esilio in una cittadina dell'abruzzo, dove ogni cosa sembra da sempre uguale a sé stessa, alcide ci racconta il tempo melmoso delle sue giornate. le ore in spiaggia, o a sfinirsi in palestra, dove va per riguadagnare in muscoli quello che ha perso in lucidità mentale. soprattutto ci racconta – con tutta la chimica che ha in testa – cosa accade quando l equilibrio psichico s incrina: l innesco della paranoia, la percezione che si sdoppia, il modo in cui il tempo fermo di un attesa non è mai davvero fermo, perché è lì che arrivano i pensieri. nel suo resoconto si alternano momenti di un “prima” a milano, la città che da sola sembrava poterlo tenere in vita, e di un “prima ancora”, un infanzia in cui tutto faceva già troppo male ma a salvarlo c erano la nonna, la bicicletta, tutto uno zoo di animaletti di campagna. nel presente, invece, c è la vita con sua madre, che è insieme origine, scandaglio e unico argine possibile delle sue psicosi. e poi c è l ossessione per le parole: la ricerca quotidiana in biblioteca, nei dizionari, nei libri, dei termini esatti, che sappiano ridurre l irriducibile, nominare l innominabile. questa è la storia di uno sperdimento, una storia che possiede il dono e la condanna di saper parlare davvero a chiunque. a chiunque, almeno una volta, non si sia riconosciuto nel proprio riflesso allo specchio; a chiunque abbia sentito la realtà passargli accanto come un vento laterale; a chiunque abbia messo in dubbio la fondatezza dei propri pensieri e dei propri desideri. sono pagine brucianti, che alcide pierantozzi ha scritto come se il suo corpo fosse un sismografo, registrando il disagio psichico nella sua forma più pura, descrivendo la violenza – poetica e brutale – di una mente smarrita che cerca di trovare una stabilità impossibile, ma che sempre, sempre, prova a salvarsi. “lo sbilico” dà voce a un bisogno collettivo fortissimo: quello di nominare con precisione il malessere psicologico, l alienazione, la medicalizzazione e la solitudine. un impresa che può fare soltanto la grande letteratura. «noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi».
DANDINI SERENA: PAURA NON ABBIAMO
Risguardo di copertina
2 giugno 1946, l'italia diventa una repubblica e per le donne comincia un nuovo tempo. con il suo stile inconfondibile, impertinente ma rigoroso, serena dandini scrive l'avventura delle madri costituenti che sono state protagoniste di quel momento. un'«affettuosa genealogia» dove trovano posto anche intellettuali e artiste che le hanno precedute o che ne hanno raccolto il testimone. dei 556 deputati che all'indomani della guerra compongono l'assemblea costituente - eletta da milioni di italiani e, per la prima volta, di italiane - soltanto 21 sono donne. donne caparbie, intrepide e schiette, diversissime per origine, carattere e appartenenza politica, ma accomunate da una convinzione ostinata: la democrazia, senza la metà femminile del mondo, è una promessa scritta a matita. sono figure straordinarie, spesso dimenticate, che hanno combattuto e versato sangue, guidato lotte operaie, fondato giornali e movimenti politici per ottenere diritti a lungo negati. serena dandini le riporta alla luce in un libro appassionato che coniuga impegno civile e ironia, lungo un percorso in cui accanto alle madri costituenti sfilano attiviste instancabili, donne di spettacolo capaci di dar voce a desideri e ribellioni, nonché giudici e parlamentari che hanno trasformato le battaglie in leggi. tutte loro hanno contribuito a incrinare abitudini e pregiudizi degli italiani, rendendo possibile il cambiamento culturale da cui è germogliata una rivoluzione lenta, faticosa, tuttora ostacolata, ma irreversibile.
RUSSO CARLA MARIA: IL VELO DI LUCREZIA
Risguardo di copertina
firenze, 1464. la tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. il momento che filippo lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore cosimo de’ medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. c’è l’amore per lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. c’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. orfano nato “diladdarno”, filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. figlia di un tintore, lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. l’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in cielo e in terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia.
STARNONE DOMENICO: AUTOBIOGRAFIA EROTICA DI ARISTIDE GAMBIA
Risguardo di copertina
aristide gambía ha 58 anni, un lavoro interessante, tre matrimoni falliti, quattro figli, una vita sessuale intensa. un giorno riceve una lettera da parte di una donna con cui ha avuto una rapida avventura in gioventù: da quel ricordo sfuocato nasce in entrambi una voglia di raccontare e raccontarsi che è un gioco impudico e molto serio. a ogni appuntamento le loro memorie debordano, inseguendo i dettagli della trepidazione di allora, e il linguaggio si fa sempre più esplicito, osceno, anche grazie al dialetto. sono due persone mature, che non provano niente l'una per l'altra, che si appassionano al puro e semplice progetto di restituirsi con le parole l'esperienza erotica di un'intera vita, facendo entrare in corto circuito il tempo in cui quasi tutto doveva ancora accadere e quello in cui quasi tutto ormai è accaduto. ma si tratta davvero soltanto di un gioco? ogni esperienza erotica di gambía è una balaustra affacciata sulle fantasie maschili e le pratiche sessuali di un'epoca. e se ci si sporge, quel concentrato di vita smuove i ricordi del lettore stesso, riannoda i fili tra scampoli distanti di vita che si urtano e si integrano, come nella letteratura. ci accorgiamo leggendo che il sesso contiene ed esalta la nostra relazione con gli altri, con il tempo, con noi stessi. è un laboratorio di esperienza e d'immaginazione, un serbatoio di parole, un'inesauribile fonte di vitalità, un autentico enigma. un angolo di noi che dice tutto.
BIONDO NICOLA - RANUCCI SIGFRIDO: IL PATTO
Risguardo di copertina
molti attentati addebitati a cosa nostra non sono stati commessi da noi ma dallo stato. voi lo sapete benissimo. luigi ilardo, l'infiltrato. le sue rivelazioni sono alla base del processo in corso a palermo a carico dell'ex capo del sisde e del ros, generale mario mori, per la mancata cattura di provenzano nel 1995 luigi ilardo è per tutti un boss temuto e rispettato, michele riccio un colonnello dei carabinieri con un nome di copertura. si incontrano come due fantasmi, soprattutto di notte, tra il 1994 e il 1996. la loro missione è la cattura di bernardo provenzano. per farlo cadere nella rete organizzano summit, scambiano lettere, pianificano strategie. ma il boss è imprendibile, ha alle spalle mastini potenti che lo informeranno del doppio gioco. sembra un film ma è una storia vera. un infiltrato dentro cosa nostra negli anni delle stragi e all'inizio della seconda repubblica. un libro che fa toccare con mano il disegno ignobile della trattativa. prefazione di marco travaglio.
Risguardo di copertina
"nel primo pomeriggio del 2 marzo di tre anni fa persi in un sol colpo due incisivi. erano quelli che mi servivano per pronunciare il mio nome". così inizia il nuovo romanzo di starnone. il protagonista è un cerebrale, ansioso, innamorato geloso, padre amorevole, con un forte edipo; quand'era piccolo sua madre lo portava dal dentista, adesso non c'è nessuno che ve l'accompagni. il luogo è una roma d'autunno. il tempo è il nostro, tempo delle nevrosi quotidiane. una storia di denti, mascelle, labbra e ganasce e di dentisti, odontoiatri e cavadenti. ma anche una storia di amori, mogli, figli, amanti e rivali.
RECHEIS K. - BYDLINSKI G.: AMICIZIA CON LA TERRA
Risguardo di copertina
la via degli indiani d'america
TIRINO CLEMENTINA: MENTRE TUTTI FINGONO
Risguardo di copertina
sullo sfondo di una torino rigida, avvolta da un inverno silenzioso e corrotto, viktoria sente che, per riemergere, deve smettere di rivolgere lo sguardo e imitare le persone che le girano intorno. scopre che niente è proibito quando tutto lo è. l’incontro con rami, un uomo che custodisce un segreto capace di spiegare il vero amore che dura nel tempo e che le racconterà la sua storia, la aiuterà a capire che non basta tornare per far tornare tutto a posto. viktoria sarà trascinata in una serie di eventi, esperienze tenere e crudeli allo stesso tempo che si sviluppano in un racconto coinvolgente, solo in apparenza leggero, ma che offre, in realtà, moltissimi spunti di riflessione.. imparerà che, per essere felice, deve essere pronta a liberarsi del suo passato, capire che non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile smettere di lottare per mettere le cose in ordine. come nella costruzione di un puzzle, se le tessere non si incastrano perfettamente significa che non è quello il loro posto. questo è il viaggio di viktoria: provare a liberarsi, sbagliare tante volte fino a capire la sola cosa giusta da fare. smettere di fingere.
DEAGLIO ENRICO: C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA. GLI ANNI OTTANTA
Risguardo di copertina
gli anni ottanta cominciano con un boato. alla stazione di bologna, il 2 agosto, ottantacinque persone muoiono sotto le macerie. è l’inizio di un decennio che si apre con una strage e si chiude con un muro che crolla e segna la fine del novecento. in mezzo ci sono le guerre di mafia, camorra e ’ndrangheta, p2 e fascisti. al sud si uccide con ferocia, mentre il paese, spensierato, non bada agli spari e cambia pelle: smette di credere nella politica e comincia a credere nella televisione, il “popolo” diventa “audience” e il successo individuale dà forma a un nuovo codice morale. il nord prospera e il sud disperato sta per diventare un narcostato. ci sono gli assassinii di piersanti mattarella, di pio la torre, di walter tobagi, di carlo alberto dalla chiesa, ma anche la morte di un bambino di nome alfredo; ci sono l’ascesa di cutolo e di riina e la voce ferma di giovanni falcone, un uomo solo, il grande eroe riluttante. ci sono i funerali di berlinguer e un’italia commossa e commovente nel dargli l’addio, e poi bettino craxi e la milano da bere, i fagioli di raffaella carrà e i giovani milanesi ghiotti di hamburger, mentre un enigmatico cossiga diventa presidente della repubblica e ci lasciano italo calvino, primo levi e leonardo sciascia. ci sono il calcio più bello di sempre, con i mondiali spagnoli dell’82, maradona e lo scudetto del napoli, la nevicata del secolo, le notti di renzo arbore, il “ti spiezzo in due” del pugile russo ivan drago, l’alba del pc, i nuovi cavalieri del capitalismo – benetton, gardini, de benedetti e berlusconi: l’italia che si riscopre moderna e cinica, affamata di successo e di status. un’euforia diffusa convive con un gigantesco e inedito esperimento criminale che marchia a fuoco il decennio. in sicilia lo stato sembra assente, i magistrati vengono ammazzati, la mafia entra in borsa e il sud si fa laboratorio di un capitalismo delinquenziale che invaderà il paese. e ci sono tanti morti. più di diecimila. è la “guerra civile che non si volle vedere”. enrico deaglio e ivan carozzi raccontano questi dieci anni come un grande romanzo civile, costruito attraverso cronache, voci, immagini, fatti, sogni, mode e paure. una narrazione corale in cui la storia entra nelle case con il telegiornale e la pubblicità, con le stragi e con la musica.
CHILD LEE: A PROVA DI KILLER. SAGA DI JACK REACHER VOL. 6
Risguardo di copertina
questa volta succede tutto per colpa di una donna. un'agente dei servizi segreti, assegnata alla protezione di personalità politiche avvicina reacher e, in virtù del suo passato militare, gli chiede di commettere un crimine: violare le difese che proteggono il vicepresidente. dovrebbe essere un test, una prova per vedere quanto è sicuro il sistema che circonda il politico. la paga è buona. la ragazza gli piace e poi... perché no? tanto dovrebbe essere tutto per finta. si tratta di eludere dei veri professionisti ma nessuno si farà male, nessuno sparerà... e jack accetta.
CHRISTIE AGATHA: QUINTA COLONNA
Risguardo di copertina
nella primavera del 1940, all'inizio della seconda guerra mondiale, l'affiatata coppia tommy e tuppence beresford, memore delle avventure vissute durante la precedente guerra mondiale, scalpita perché vorrebbe avere un ruolo significativo negli avvenimenti che coinvolgono l'impero britannico. tommy viene così contattato dal loro vecchio capo e gli viene affidato l'incarico di scoprire le due spie tedesche che stanno organizzando una quinta colonna in gran bretagna, collaborazionisti noti solo con le iniziali di n e m. l'incarico però è solo per lui, non anche per tuppence, la quale dovrà rimanere a casa. tommy accetta e parte per la città di leahampton e qui trova alloggio nella pensione che si ritiene essere il covo di una delle due spie. qui scopre che tuppence è già ospite presso la pensione. i due insieme riusciranno a scoprire le spie tedesche e a sabotare il loro piano di invasione.
ALIGHIERI DANTE: LA DIVINA COMMEDIA - PURGATORIO (CON COMMENTO)
ORSINI ALESSANDRO: GAZA MELONI
Risguardo di copertina
questo libro affronta le questioni più tragiche e attuali della politica internazionale, dal bombardamento di gaza alla guerra tra iran e israele. con la sua prosa semplice e dissacrante, alessandro orsini ci aiuta ad acquisire una conoscenza più profonda delle democrazie occidentali e della politica estera dell'italia. richiamandosi alla "scuola del sospetto" – marx, nietzsche, freud – orsini solleva molte domande invise all'uomo-massa: le democrazie occidentali sono moralmente superiori alle dittature? giorgia meloni ha difeso o ha affossato i palestinesi? antonio tajani ha protetto o ha avversato netanyahu? il primo capitolo ricostruisce il dibattito sul genocidio a gaza. il secondo capitolo espone la tesi dell'autore attraverso il «paradosso della violenza estrema», secondo cui il genocidio può avvenire anche senza spargimento di sangue. il terzo capitolo analizza le decisioni politicamente più rilevanti di giorgia meloni verso gaza nei giorni dello sterminio dei palestinesi. il quarto capitolo confronta le decisioni dei leader europei che hanno sfidato netanyahu con quelle di meloni. il quinto capitolo parla della penetrazione della nato nelle università italiane per reclutare professori-propagandisti. alessandro orsini, richiamandosi alla lezione di jung, costringe le democrazie occidentali a confrontarsi con la propria "ombra", quella parte negativa della personalità rifiutata o proiettata sugli altri per i suoi contenuti inaccettabili. questo libro contiene un attacco inesorabile all'uomo-massa: l'uomo che vive di pregiudizi e luoghi comuni sulla politica internazionale ripetuti pappagallescamente senza alcuno spirito critico.
BIAGI LAURA SANGEETA: L'UNIVERSO DELLA VOCE
Risguardo di copertina
impara a praticare la mindfulness in modo semplice e concreto. con la guida di grandi esperti, ogni volume offre spiegazioni chiare, riflessioni profonde e meditazioni guidate. teoria e pratica per chi inizia, un arricchimento per chi già pratica. un percorso quotidiano per ritrovare equilibrio, calma e pace.