Libri più scaricati

Ecco la classifica dei 20 libri più scaricati.

LANDINI RICCARDO: 1° LIBRO DELLA SERIE DI ASTORE ROSSI - IL GIALLO DI VIA SAN GIORGIO

Risguardo di copertina

astore rossi lavora come restauratore di mobili antichi in una piccola città di provincia. uomo schivo, solitario e amareggiato dai ricordi del passato, coltiva soltanto i pochi legami indispensabili al suo lavoro. l’unica persona con cui ha allacciato un rapporto è luisa, un’anziana vicina di casa. quando lei muore, lasciandogli una misteriosa chiave e strappandogli la promessa di rimediare al male passato, astore si trova coinvolto, suo malgrado, nelle oscure vicende che riguardano la famiglia spada, cui luisa apparteneva. ci sono antichi e inimmaginabili segreti custoditi dalle stanze di una villa immersa nei boschi dell’appennino bolognese. e c’è qualcuno, spietato, che non vuole assolutamente che vengano scoperti. la posta in gioco per arrivare alla verità e mantenere la promessa fatta a luisa rischia di essere molto alta

DELEDDA GRAZIA: L'EDERA

Risguardo di copertina

(non indicato)

BEVILACQUA ALBERTO: IL VIAGGIO MISTERIOSO

Risguardo di copertina

(non impostato)

ASSINI ADRIANA: LA SPADA E IL ROSARIO

Risguardo di copertina

è il 1516 e a palermo governano gli spagnoli. malgrado i soprusi del viceré moncada e dei suoi complici, la vita sembra scorrere tranquilla, tra indolenza, bellezza e rassegnazione. ma l’apparenza inganna. un gruppo di mercanti, capeggiati dall’intraprendente gian luca squarcialupo, sull’orlo della bancarotta, trama per riportare un regnicolo sul trono e cambiare una buona volta lo stato deprecabile delle cose. attraente e risoluto quanto irragionevole, gian luca ha fegato da vendere ma le contraddizioni non gli mancano, neppure in amore, visto che s’è sposato per convenienza ma si danna l’anima per la moglie di un altro. quando ferdinando il cattolico tira le cuoia, e dalle lontane fiandre gli subentra il nipote carlo, anche nella città delle zagare circola aria nuova: è il momento di fomentare una rivolta popolare per ottenere pane e giustizia per tutti. lo squarcialupo conosce a uno a uno i suoi perfidi avversari, però non s’accorge delle insidie che si nascondono proprio sotto i suoi passi, nelle viscere profonde della terra, dove uomini loschi avvolti nel mistero decidono nell’ombra le sorti del regno. armati di lame e di rosari, sono i beati paoli.

SALGARI EMILIO: IL CONTINENTE MISTERIOSO

Risguardo di copertina

la narrazione è ambientata in australia, continente allora poco conosciuto e sorprendente per le tante stranezze botaniche e faunistiche che affascinavano il pubblico del tempo, desideroso di conoscere le diverse caratteristiche di questo luogo lontano. attraverso lo sguardo e le considerazioni dei due protagonisti, infatti, ci vengono presentate creature singolari, come i canguri e gli ornitorinchi, o i grandi eucalypti e le piante carnivore; al dottore paraguayano alvaro cristobal, che ha assoldato i due marinai per compiere una spedizione all’interno del paese, è affidato il compito di spiegare e chiarire le stranezze del continente australiano. la missione che i tre sono chiamati a compiere è quella di ritrovare l’esploratore herrera, loro compatriota...

DEL DUCE NICOLA: NEL PALAZZO BIANCO

Risguardo di copertina

portavoce del ministro della salute: per nicola è la svolta di una carriera. certo, pensa, non si tratta del ruolo più centrale in un governo, non finisce spesso sotto i riflettori, però si può fare un buon lavoro. è il settembre del 2019. quattro mesi dopo, il giovane ministro e la sua squadra – e il resto dell’italia – si ritrovano nell’occhio di un ciclone planetario: una pandemia, un’emergenza sanitaria che è anche emergenza politica e, naturalmente, mediatica. è una guerra contro un nemico del tutto sconosciuto, che uccide centinaia e poi migliaia di persone al giorno: ben presto diventa una realtà alternativa che appare senza scampo, mentre la situazione si aggrava e il collasso di un intero sistema si avvicina. gettato in prima linea, nicola è protagonista e testimone di eventi che mai avrebbe immaginato: dai vertici europei per scongiurare l’isolamento del paese alla decisione di chiusure senza precedenti e riaperture complicate, e dal risiko internazionale delle mascherine fino alla più grande campagna vaccinale mai tentata, in un clima politico che via via si arroventa, con un cambio di governo nel pieno della crisi. non esiste più riposo, né vita famigliare: per lui e per i suoi colleghi diventati amici, il prezzo da pagare per portare a termine il lavoro sarà alto. questa è una storia che il mondo intero ha vissuto, ma che nessuno ha mai raccontato dall’interno delle stanze in cui i destini di tutti venivano decisi. nel palazzo bianco non è solo un romanzo politico e generazionale: è il drammatico romanzo di formazione di un paese.

CAZZULLO ALDO: IL POSTO DEGLI UOMINI

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«i nostri nemici finiranno all'inferno; le nostre mamme in paradiso; ma a noi un po' di purgatorio non lo leva nessuno. per questo il purgatorio è il posto degli uomini, dove andremo tutti. meglio sapere per tempo quel che ci aspetta. dante stesso pensava di finirvi da morto, nel girone dei superbi...». aldo cazzullo prosegue il viaggio sulle orme del «poeta che inventò l'italia». il romanzo della divina commedia, dopo l'inferno, racconta ora il purgatorio: il luogo del «quasi», dell'attesa della felicità; che è in sé una forma di felicità. un mondo di nostalgia ma anche di consolazione, dove il tempo che passa non avvicina alla morte ma alla salvezza. una terra di frontiera tra l'uomo e dio, con il fascino di una città di confine. la tecnica narrativa è la stessa di "a riveder le stelle". la ricostruzione del viaggio nell'aldilà viene arricchita dai riferimenti alla storia, alla letteratura, al presente. il purgatorio è il luogo degli artisti: il musico casella, il poeta guinizzelli, il miniaturista oderisi che cita l'amico di dante, giotto. ci sono i condottieri pentiti nell'ultima ora: manfredi con il ciglio «diviso» da un colpo, bonconte delle cui spoglie il diavolo ha fatto strazio, provenzano salvani che si umiliò a chiedere l'elemosina per un amico in piazza del campo a siena. e ci sono le donne: gli occhi cuciti dell'invidiosa sapìa, le lacrime disperate della vedova nella e la splendida apparizione di pia de' tolomei, l'unico personaggio a preoccuparsi per la fatica di dante, «deh, quando tu sarai tornato al mondo/ e riposato della lunga via...». nel purgatorio, oltre a descrivere il bel paese, il poeta pronuncia la sua terribile invettiva civile: «ahi serva italia, di dolore ostello...». e in cima alla montagna, entrato nell'eden, ritrova beatrice, più bella ancora di come la ricordava. dante trema per l'emozione, piange, perde virgilio, e si prepara a volare con la donna amata in paradiso. e ognuno di noi, dopo due anni di pandemia, ha capito quello che il purgatorio vuole significare. può così sentirsi come dante: «puro e disposto a salire a le stelle».

GIUSEPPE PIRODDI: STORIA (NON TROPPO SERIA) DELLA LETTERATURA ITALIANA

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la storia della letteratura italiana: in secoli e secoli si sono succeduti autori e interpreti di tutto il "sapere letterario" della nostra nazione. un sapere ammirato ma anche invidiato e certamente non inferiore alle altre letterature europee e non. ma quegli autori, più o meno illustri, spesso non sopportati con facilità in tempi di studi liceali, altro non erano che uomini, illuminati sì, ma pur sempre uomini. e allora dante alighieri, i cui versi hanno segnato parte della vita di ognuno di noi, lui, così impeccabile e intransigente, avrà avuto pure qualche difetto, o no? e cecco angiolieri è soltanto quell'autore così simpatico ai meno volenterosi, perché darebbe fuoco a tutti e prenderebbe tutte le belle donne per sé? tra aneddoti e realtà, non senza mancare di approfondite riflessioni, l'autore di questo saggio ci propone un esilarante racconto dei più importanti personaggi letterari italiani, dando spunto agli "intellettuali" per prenderla un po' meno sul serio e agli "scettici" per rendersi conto che in fondo in fondo "i promessi sposi" non sono solo un mattone destinato ad accumulare polvere su uno scaffale.

GALANTI GIACOMO - PELIZZARO GIAN PAOLO: L'INTRIGO DI VIA POMA

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via poma. due parole. e nella mente di tanti si materializza una foto degli anni novanta. c’è una giovane in spiaggia in costume da bagno intero di colore bianco. si chiama simonetta cesaroni. il 7 agosto 1990 viene uccisa a roma nell’ufficio dove si recava due volte a settimana, di pomeriggio, per registrare al computer la contabilità. il suo caso è ancora irrisolto. il 19 dicembre 2024, l’omicidio è tornato al centro delle cronache per la decisione della gip di proseguire le indagini, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura. i punti salienti del delitto che la giudice ha evidenziato nella sua ordinanza erano già stati puntualmente indicati in un libro del giornalista gian paolo pelizzaro – dal titolo l’intrigo – pronto per la pubblicazione e acquisito agli atti dal magistrato di allora, il 31 ottobre 1996. ma quell’inchiesta fu improvvisamente archiviata e i documenti al centro del libro di pelizzaro furono fatti sparire. è stato un altro giornalista, giacomo galanti, a ritrovare il dattiloscritto di quel libro, mentre nel 2020 cercava i documenti per il podcast le ombre di via poma. questo non è solo il racconto di uno degli omicidi più famosi della cronaca nera e giudiziaria del dopoguerra, ma di un preciso momento storico che vede il crepuscolo della prima repubblica e alcuni dei suoi attori incrociare da vicino questa vicenda. è la storia di un retroscena mai raccontato prima, di documenti inediti e di un libro perduto. una storia tornata prepotentemente attuale.

TREVI EMANUELE: MIA NONNA E IL CONTE

Risguardo di copertina

è una nonna dai tratti di dea arcaica, peppinella, la protagonista di questo libro, una perentoria matriarca calabrese che, come una regina, vive riverita da due dame di compagnia – delia e carmelina – ma che al pari di ogni donna del popolo guarda beautiful al pomeriggio. nel suo giardino dominato dall’imponente cibbia, il nipote emanuele trascorre – immerso nei libri – le interminabili estati dell’infanzia e della giovinezza. ed è in questo hortus conclusus che un bel giorno peppinella si vede comparire davanti addirittura un conte, anch’egli ultraottantenne e studioso della storia borbonica, che le porge un mazzetto di fiori e chiede il permesso di attraversare la sua proprietà, per accorciare il percorso da casa al paese. passaggio dopo passaggio, tra peppinella e il conte fiorisce un affetto inaspettato, tardivo, privo di ansie e pretese, gratuito. «come se fossero rinchiusi in una sfera di cristallo, custodivano un segreto inaccessibile, la formula di un incantesimo di cui entrambi, a loro insaputa, possedevano la metà necessaria a completare l’altra» scrive emanuele trevi, che della storia d’amore della nonna è stato testimone partecipe. e in queste pagine piene di intimità e di spirito restituisce e trasfigura una narrazione famigliare sospesa tra il quotidiano e l’eterno, intessuta di uno struggente sentimento del tempo.

CAZZULLO ALDO: LA MIA ANIMA E' OVUNQUE TU SIA

Risguardo di copertina

alba, aprile 1945. in città è arrivato il tesoro della quarta armata. il denaro, il frutto delle requisizioni, le ricchezze che una forza di occupazione accumula in guerra: tutto questo viene spartito tra la curia e i partigiani. il vescovo affida la propria parte a un giovane promettente, cresciuto in seminario: antonio tibaldi. il capo dei partigiani rossi, domenico moresco, tiene la propria parte per sé, tradendo l'amicizia del compagno alberto e la memoria della donna che entrambi hanno amato con l'assolutezza della gioventù e della battaglia: virginia, occhi chiari, sorriso a forma di cuore e coraggio da combattente, torturata e uccisa dai fascisti. alba, 25 aprile 2011. in un bosco sulla langa viene ritrovato il cadavere di moresco, divenuto industriale del vino, capostipite di una delle due grandi famiglie della città. sul caso, oltre alla polizia, indaga sylvie, detective tanto spregiudicata quanto seducente, ingaggiata dal capo dell'altra dinastia: tibaldi. alba, 1963. un grande scrittore, outsider della letteratura italiana, impiegato della tibaldi vini, sente vicina la morte. e allora cerca di ricostruire la storia del tesoro, della guerra partigiana, di un amore perduto. e intuisce i fili di una vicenda destinata molti anni dopo a finire in un delitto, sulla cui scena si agitano fantasmi del passato, comunisti, sacerdoti, fascisti, mogli tradite e traditrici, figli forse illegittimi, passioni romantiche e sadiche.

COOMARASWAMY ANANDA KENTISH: BUDDHA E LA DOTTRINA DEL BUDDHISMO - 1 PARTE


ORWELL GEORGE: LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

Risguardo di copertina

è uno dei romanzi più famosi del novecento, grande metafora di ogni regime totalitario. eppure l'ispirazione per quest'opera nacque da un episodio molto concreto: "un giorno, mentre percorrevo uno stretto sentiero vidi un bambino di forse una decina d'anni che teneva per le briglie un cavallo da tiro enorme, e ogni volta che questo cercava di voltarsi il bambino lo frustava. in quel momento mi ritrovai a pensare che se certi animali avessero coscienza della loro forza, noi non avremmo più alcun potere su di loro, e pensai pure che gli uomini sfruttano gli animali in modo assai simile a quello in cui i ricchi sfruttano il proletariato". prende così vita "fattoria degli animali", storia di animali che sovvertono l'ordine costituito per instaurare un regime basato sull'uguaglianza e sulla parità di diritti e doveri. ma la loro utopia egualitaria deraglia rapidamente e, come nella russia stalinista che orwell aveva in mente mentre scriveva, ben presto un gruppo – i maiali, guidati da napoleon e snowball – prende il sopravvento e si impone sugli altri con una prepotenza che sfocerà presto in brutalità. una storia che, trasfigurando le vicende dell'unione sovietica attraverso la lente della favola, parla al lettore con un'immediatezza capace di toccare il nucleo più prezioso che abita in ciascuno di noi: quello che non esita a insorgere di fronte al sopruso e all'ingiustizia.

LEONE XIII (VINCENZO GIOACCHINO RAFFAELE LUIGI PECCI) - LEO XIII PAPA: RERUM NOVARUM

Risguardo di copertina

nel maggio 1891 leone xiii dà alle stampe un’enciclica destinata a cambiare il mondo: la rerum novarum. contro un modello basato sullo sfruttamento dei lavoratori e sull’arricchimento di pochi ai danni di molti, il papa ribadiva la centralità della dignità umana e la necessità della solidarietà, facendo interloquire il cristianesimo con le nuove sfide sociali ed economiche. centotrentaquattro anni più tardi, nel maggio 2025, robert francis prevost è stato eletto papa e ha scelto di chiamarsi leone. una scelta, come mostra aldo cazzullo nella sua illuminante introduzione, tutt’altro che casuale. come leone xiii si era trovato ad affrontare i problemi legati alla rivoluzione industriale, così leone xiv si trova ad affrontare quelli causati dalla rivoluzione digitale, a partire dai pericoli provocati dall’intelligenza artificiale, che rischia di proiettarci in un mondo post-umano, in cui molti mestieri saranno obsoleti e il ragionamento e il sapere diventeranno monopolio delle macchine. mentre, ieri come oggi, sempre più persone vivono al di sotto della soglia di povertà e le ricchezze si accentrano in poche mani. papa prevost ha scelto così di ripartire dal nome leone, dalle parole del suo predecessore, dalle riflessioni, più attuali che mai, della rerum novarum.

ROONEY SALLY: PERSONE NORMALI

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vincitore del costa novel award 2019 un capolavoro di tenera e dolente maturità, per un'autrice oggi ventottenne che a ogni nuovo passo sbaraglia tutte le aspettative. segnalato dalla rivista studio tra le 10 migliori letture dell'anno 2019: «sally rooney è forse la migliore scrittrice d’amore e di sesso della sua generazione (ha 28 anni), ma anche dell’egoismo e delle paure che intralciano molte relazioni contemporanee.» «il romanzo che più di ogni altro ci dice cosa vuol dire essere giovani oggi» - the guardian marianne e connell si parlano di tutto ma solo all'insaputa di tutti, si frugano i corpi e i sentimenti ma solo di nascosto, come i pianeti delle orbiti imprevedibili si girano intorno, fra moti armonici e strazianti collisioni. cosa impedisce a due ragazzi dei nostri giorni disinvolti di stare insieme in libertà e leggerezza? connell e marianne frequentano la stessa scuola di carricklea, un piccolo centro dell'irlanda rurale appena fuori sligo. a parte questo, non hanno niente in comune. lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell'amore e del rispetto. lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d'altri (quella della madre di marianne). nell'inventario di vantaggi e svantaggi, l'inferiorità economica di connell è bilanciata sul piano sociale. lui è il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre marianne, che nella pausa pranzo legge da sola proust davanti agli armadietti, è quella strana ed evitata da tutti. se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. ma connell e marianne sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l'una vicino all'altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili»: nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non è che boicottaggio di sé. certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso trinity college cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto connell quanto marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. in un modo o nell'altro entrambi aspirano alla normalità, connell per un'innata benché riprovevole pulsione di conformità, marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all'autodistruttività. c'è jane austen in queste pagine, la forza del suo dialogo, la violenza sotterranea delle sue relazioni, e l'omonimia di marianne con l'eroina del suo romanzo piú celebre ne è un indizio. per anni marianne e connell si ruotano intorno «come pattinatori di figura», rischiando la vita e salvandosela, chiedendosi, promettendosi, negandosi, dimostrandosi che quella che li lega è una storia d'amore. la conclusione è un capolavoro di tenera e dolente maturità, per un'autrice oggi ventottenne che a ogni nuovo passo sbaraglia tutte le aspettative.

MALVALDI MARCO: A BOCCE FERME

Risguardo di copertina

ritornano massimo e i vecchietti del barlume in una storia che questa volta ruota attorno a un testamento. il piccolo industriale alberto corradi alle sue ultime volontà ha aggiunto la confessione di avere ucciso il padre camillo, da cui aveva ereditato la fabbrica di conserve e tutti i suoi averi. si tratta di un delitto avvenuto quarant'anni prima, rimasto senza colpevole. la notizia di reato racchiusa nel testamento obbliga il notaio a informare la polizia, nella persona del vicequestore alice martelli, e il magistrato a bloccare la successione. alberto corradi infatti, in quanto assassino, potrebbe essere escluso dall'eredità del padre, cosa che priverebbe di tutti i beni l'unico suo erede, il figlio matteo, giovane rampante pronto a candidarsi alle elezioni sotto le bandiere azzurre. i vecchietti del barlume se lo ricordano bene quel delitto della fine degli anni settanta: camillo era un vero padrone, autoritario e dispotico; qualcuno arrivò a dire addirittura che se l'era cercata. per l'omicidio era stato incriminato il sindacalista carmine bonci, ma le prove non si trovarono e bonci venne prosciolto. pilade e i suoi amici tutto avrebbero potuto aspettarsi ma non che il colpevole potesse essere alberto corradi, all'epoca poco più che ventenne. e allora sospettosi per natura e intriganti per vocazione, vogliono vederci più chiaro, ansiosi di riaprire quel vecchio caso di cui a pineta, loro più di tutti, conservano memoria. a un incuriosito massimo e a una professionale alice raccontano dei giorni del delitto, dei malumori degli operai, dei dubbi e delle paure, di tutti i personaggi che ruotavano attorno all'azienda di camillo corradi. malvaldi è come sempre straordinario a condurre il gioco, che questa volta trasporta i vecchietti in un’epoca in cui tanto anziani non erano e in cui il barlume non era ancora aperto.

MALVALDI MARCO: LA MORRA CINESE

Risguardo di copertina

a pineta è successo qualcosa che nessuno si aspettava, la destra ha vinto le elezioni amministrative, conquistando un feudo rosso più o meno dal 1946. mentre i vecchietti si dividono, anche massimo ha i suoi problemi con la nuova amministrazione: infatti ha difficoltà ad ottenere l'autorizzazione per il suolo pubblico. la cosa però non gli toglie il sonno, dato che ormai, con la nascita di matilde, la sua primogenita, non dorme da mesi. per fortuna, anche in comune hanno le loro gatte da pelare: il primo atto della nuova amministrazione è stata la vendita di un ampio terreno nell'entroterra a una ditta che intende realizzare un megaresort, contro il parere di varie associazioni locali (come gli ambientalisti e i cicloamatori) e con il favore di altre. ma ben più grave è che nel parcheggio sul retro del municipio viene rinvenuto un cadavere. è stefano mastromartino, studente di filologia della scuola normale, che ultimamente passava molto tempo a fare ricerche nella casa del conte valdemaro serra catellani, nobile decaduto il cui antenato aveva intrecciato una corrispondenza con giacomo leopardi. le lettere autografe del poeta, se ritrovate, sarebbero una vera e propria manna per il conte: pare che tra queste ci fosse anche una poesia di rara bellezza, rimasta inedita. un bel rebus per il vicequestore alice martelli che potrà contare sulle pettegole deduzioni dei vecchietti e su massimo che, bazzicando in comune, si rende conto che qualcuno entra un po' troppo spesso in uffici che in teoria non gli competono.

MALVALDI MARCO: BOLLE DI SAPONE

Risguardo di copertina

sono i giorni del covid. per la prima volta nei loro ottant'anni suonati, i vecchietti del barlume si sentono tali. sono isolati e dubitano di avere ancora un futuro. il tempo gli svanisce spulciando «ogni tipo di statistica sul virus esistente al mondo». il bancone di massimo il barrista, fino a ieri cabina della macchina del pettegolezzo investigativo, è vuoto di chiacchiere. persino la mamma di massimo, la gigina, è ritornata a casa, un piccolo tormento in più nelle giornate di massimo, e una voce spiritosa che si aggiunge al gruppo toscaneggiante; ingegnere geniale in giro per il mondo, con un intuito più acuto perfino del brillante figlio. ma provvidenzialmente l'occasione «per non farsi i fatti loro» arriva. alice, la vicequestora fidanzata del barrista, bloccata in calabria per un corso di aggiornamento per poliziotti, commette l'imprudenza di chiedere un'informazione innocua a uno dei vecchietti: quanto basta per insospettire la maldicenza e così scatenare i segugi venerandi. in calabria c'è stata una strana doppia morte di due anziani coniugi. lui, proprietario di una catena di pizzerie, è stato fulminato da una fucilata mentre era in coda al supermercato; forse criminalità organizzata. la moglie è morta per una ingestione di botulino. anche se condannati a comunicare via computer e telefonini, per i vecchietti le coincidenze continuano a non esistere. ritrovando il metodo confusionario che li ispira, il turpiloquio creativo, il dialogo immaginosamente sferzante, risolvono in smart working un intrigo a più piani. ma usando anche tutta la pietà e la solidarietà sociale, che fu a lungo l'idea-forza di quella generazione. in questa nuova commedia gialla di marco malvaldi, ambientata in pieno lockdown, i vecchietti del barlume sono ancor più protagonisti e sottili risolutori, con tutte le balordaggini che si trascinano a ogni passo. e il loro sguardo, pur appannato, è più che mai penetrante nelle ingiustizie sociali e nelle diseguaglianze messe in risalto dal momento tremendo. ma sarà massimo, come al solito, a mettere la parola fine a tutta l'intricata indagine, con tanta capacità di entrare in sintonia col prossimo, e un'arguzia in più che sorprende tutti. così, l'autore, avventurosamente, rappresenta in trasparenza la condizione di tutti gli anziani e ricorda la necessità dei valori che li animano.

DE GIOVANNI MAURIZIO: L'ULTIMO PASSO DI TANGO

Risguardo di copertina

la napoli romantica e ambigua degli anni trenta a cui fa da contrappunto la voce dei protagonisti della città, che arricchisce i noir di maurizio de giovanni del sapore partenopeo più verace e autentico; le originali rivisitazioni di episodi di cronaca che hanno sconvolto l’italia; i fantasmi tristi e poetici che riempiono le storie del commissario ricciardi, il protagonista amatissimo dei gialli più appassionanti e intensi dell’autore, un personaggio unico, malinconico come la sua terra, condannato a vedere i morti ammazzati negli ultimi attimi di vita. una scrittura limpida che infonde a tutte le storie di questo libro il passo lieve di chi si accosta all’esistenza con occhi che sanno osservarne la bellezza ma anche la disperata deformità.

PIRANDELLO LUIGI: BERRETTO A SONAGLI

Risguardo di copertina

ciampa è un uomo maturo con una giovane sposa, la bella nina, ma soprattutto è un uomo intrappolato in una scomoda condizione: conosce una verità difficile da digerire - nina lo tradisce con il suo padrone, il cavalier fiorìca -, ma sa altrettanto bene che a un uomo avveduto, che voglia stare al mondo senza perdere la faccia, corrono certi obblighi da rispettare con scrupolo. così quando beatrice, moglie del cavaliere, minaccia di denunciare e far arrestare la coppia di adulteri, ciampa corre ai ripari per salvare le convenzioni e se stesso. per ristabilire l'equilibrio non c'è altra scelta che dichiarare pazza la donna: dopotutto nessuno sa meglio di lui quanto la pazzia si avvicini alla verità, di cui estremizza e trasfigura i lineamenti fino a renderli, ma solo temporaneamente, irriconoscibili. scritta nell'agosto 1916 in siciliano e basata sulle due novelle la verità e certi obblighi, la pièce fu tradotta in italiano dallo stesso pirandello e conobbe numerose e fortunate interpretazioni teatrali.