Libri più scaricati

Ecco la classifica dei 20 libri più scaricati.

RAVA CRISTINA: 4° LIBRO DELLA SERIE DEL COMMISSARIO BARTOLOMEO REBAUDENGO - COME I TULIPANI GIALLI: IL COMMISSARIO REBAUDENGO INDAGA CON ARDELIA

Risguardo di copertina

il suicidio esprime una volontà senza appello e senza ritorno, ma conserva segreti che nessun biglietto d'addio rivela completamente. rimangono comunque il mistero e il silenzio sugli ultimi pensieri e sull'estrema, sconfinata solitudine. alla dottoressa spinola non bastano le risposte mediche, quella vita interrotta continua ad inquietarla e così si mette a indagare da sola. è estate ad albenga, un'estate pallida e piovigginosa, ma i villeggianti ci sono lo stesso e la gente resta a spasso fino a tardi la sera. però nessuno assiste a un delitto atroce che si consuma tra gli scogli e nemmeno alle violente percosse subite da una ragazzina triste e ribelle. rebaudengo con determinazione sabauda combatte la sua battaglia per recuperare ardelia e intanto riporta ordine nel caos, mentre lei, seguendo minuscoli indizi e piccoli sospetti, compie un viaggio all'indietro nel tempo che la lascia davanti ai cancelli di auschwitz. naturalmente anche in questa storia ci sono gatti!

GRANZOTTO GIANNI: ANNIBALE


MURGIA MICHELA: ACCABADORA - PREMIO CAMPIELLO 2010

Risguardo di copertina

perché maria sia finita a vivere in casa di bonaria urrai, è un mistero che a soreni si fa fatica a comprendere. la vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: tzia bonaria ha preso maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. quarta figlia femmina di madre vedova, maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. ci sono uscite notturne che maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. quello che tutti sanno e che maria non immagina, è che tzia bonaria urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

PERRIN VALERIE: TATA'

Risguardo di copertina

agnès non crede alle sue orecchie quando viene a sapere del decesso della zia. non è possibile, la zia colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di gueugnon, c’è il suo nome sulla lapide... in quanto parente più prossima tocca ad agnès andare a riconoscere il cadavere, e non c’è dubbio, si tratta proprio della zia colette. ma allora chi c’è nella sua tomba? e perché per tre anni colette ha fatto credere a tutti di essere morta? è l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia piena di audiocassette, agnès ricostruisce la storia di una famiglia, la sua, in cui il destino dei componenti è legato in maniera indissolubile a un circo degli orrori, all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti, alle vicende di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio, il fc gueugnon.

VITELLI STEFANO - LEGATO GIUSEPPE: IL RAGIONEVOLE DUBBIO DI GARLASCO

Risguardo di copertina

ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell'immaginario collettivo, storie capaci di dividere l'opinione pubblica e toccare corde insospettate. il caso garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. per anni l'unico indagato è alberto stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un'altra direzione, il suo alibi viene accertato. si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? la risposta è no. da qui parte il racconto di stefano vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse stasi in primo grado, in un libro che ripercorre - umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico - tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all'assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell'imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente.

SAVIANO ROBERTO: LA PARANZA DEI BAMBINI

Risguardo di copertina

dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di napoli. quindicenni dai soprannomi innocui – maraja, dragonball, dentino, plasmon, lollipop –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. e allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. la paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla camorra – e del suo capo, il giovane nicolas fiorillo. appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e ak-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. a poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. e come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.

CANDIANI CHANDRA LIVIA: SOGNI NEL FIUME

Risguardo di copertina

da piccola chandra candiani faceva un gioco: vedere quante piú cose insignificanti ci fossero in una stanza, sul tram, in una via e accoglierle tutte in uno sguardo, sorridendogli. si trattava di oggetti, animali, bambini senza niente di speciale, considerati dagli altri insignificanti. cosí candiani, divenuta grande, ha deciso di invitarli nelle sue fiabe e li ha lasciati parlare. soprattutto ha dato una storia a chi di solito una storia non ce l'ha. una bambina talmente innamorata di un fiume da desiderare soltanto di corrergli accanto fino al mare. un usignolo malinconico che nessuno vuole, perché nessuno vuole conoscere la tristezza del cuore. una rosa che non credeva piú nel vento, ma che proprio grazie al vento riesce a risorgere. una musica felice scesa sulla terra per un bambino troppo strano. una pattumiera che racconta ai suoi ospiti, nòccioli di frutta, cartacce, lische di pesce, quanto la loro vita sia stata importante. è la solitudine il filo rosso che lega insieme queste quindici storie, eppure in ciascun personaggio echeggia fortissimo il desiderio vivido di essere parte del tutto,

CANDIANI CHANDRA LIVIA: SOGNI DEL FIUME

Risguardo di copertina

da piccola chandra candiani faceva un gioco: vedere quante piú cose insignificanti ci fossero in una stanza, sul tram, in una via e accoglierle tutte in uno sguardo, sorridendogli. si trattava di oggetti, animali, bambini senza niente di speciale, considerati dagli altri insignificanti. cosí candiani, divenuta grande, ha deciso di invitarli nelle sue fiabe e li ha lasciati parlare. soprattutto ha dato una storia a chi di solito una storia non ce l'ha. una bambina talmente innamorata di un fiume da desiderare soltanto di corrergli accanto fino al mare. un usignolo malinconico che nessuno vuole, perché nessuno vuole conoscere la tristezza del cuore. una rosa che non credeva piú nel vento, ma che proprio grazie al vento riesce a risorgere. una musica felice scesa sulla terra per un bambino troppo strano. una pattumiera che racconta ai suoi ospiti, nòccioli di frutta, cartacce, lische di pesce, quanto la loro vita sia stata importante. è la solitudine il filo rosso che lega insieme queste quindici storie, eppure in ciascun personaggio echeggia fortissimo il desiderio vivido di essere parte del tutto, di costruire un legame seppure sottile con gli altri, di gridare in silenzio la fame d'amore che li attraversa. un amore semplice, intrecciato ai piccoli dettagli, alla minimalità dell'esistenza, ai suoni che popolano le campagne, le città; un amore per una vita minima che chiede timidamente di essere vista, ascoltata, osservata nella sua linfa intima.

GLUKHOVSKY DMITRY: METRO 2035. 3° LIBRO DELLA SERIE METRO

Risguardo di copertina

da quando una guerra nucleare ha devastato la terra, gli ultimi moscoviti sono sopravvissuti cercando di costruire una nuova civiltà nelle profondità della vecchia rete della metropolitana. questa presunta sicurezza, pero, sì dimostra presto ingannevole: infatti, due anni dopo essere già stati salvati da artyom contro i tetri, gli abitanti della metro sono minacciati da epidemie che mettono a rischio l'approvvigionamento di cibo e da conflitti ideologici sempre più gravi. l'unica salvezza sembra risiedere in un ritorno in superficie: ma questo è ancora possibile? contro ogni logica, artyom tenta un viaggio - apparentemente senza speranza - verso un mondo il cui misterioso silenzio nasconde un terribile segreto...

MURGIA MICHELA: FUTURO INTERIORE

Risguardo di copertina

figlia dei babyboomers e madre dei nativi digitali, quella degli anni settanta è una generazione ammarata nel mezzo di due fondamentali cambiamenti paradigmatici, uno sociale e uno tecnologico, una generazione che ancora fatica a trovare una propria dimensione storica. esiliati dai simboli ideologici e giunti ai linguaggi tecnologici come adulti con una lingua straniera, i quarantenni di oggi hanno mancato il tempo di ogni rivoluzione; ora abitano il proprio presente con la sensazione di non potervi davvero risiedere, infragiliti da un'instabilità che li costringe a immaginare mondi inespressi, ma senza dimenticare due urgenze primarie: sopravvivere e restare visibili. ma quale mondo avremmo costruito se avessimo avuto la percezione di poterlo fare? quali cose, col senno di mezzo di chi nasce mediano, avremmo voluto migliori? quale cambiamento avremmo generato se non avessimo avuto la sensazione di essere arrivati così dopo o così prima di tutti gli altri?

CINACCHIO CRISTIANO: BUCAREST TRA FOTBAL E POLITICA

Risguardo di copertina

in romania, calcio e politica hanno vissuto quarant'anni di intrecci intensi come in nessun'altro paese al mondo. storie di gelosie tra i figli di ceausescu (valentin, demiurgo della grande steaua, contro nicu, più vicino alla dinamo), storie di spie, di personaggi invisi al regime, storie di scommesse, di classifiche marcatori "pilotate" per accrescere il prestigio dei giocatori locali agli occhi di oltre cortina. ma anche la storia di una generazione d'oro, che ha trovato il suo culmine ad u.s.a. '94, e di un livello di calcio che probabilmente non tornerà più. l'autore individua tre periodi ben distinti nel calcio rumeno, che vedono nell'inizio e nella fine del regime comunista le loro linee demarcazione. e da lì inizia un viaggio attraverso i club e gli stadi della capitale rumena, anche quelli che ormai non esistono più, e le storie di 13 personaggi, a comporre un undici ideale, che hanno fatto grande il fotbal românesc.

GLUKHOVSKY DMITRY: METRO 2033. 1° LIBRO DELLA SERIE METRO

Risguardo di copertina

l'anno è il 2033. il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. l'umanità è vicina all'estinzione. le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. i sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. l'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. il tempo dell'uomo è finito. poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. vivono nella metropolitana di mosca, la più grande del mondo. è l'ultimo rifugio dell'umanità. le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. è un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. i sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. vdnkh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. oggi la più sicura. ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. artyom, un giovane abitante di vdnkh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. è lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.

AA.VV.: MEDICI DI GUERRA INVIATI DI PACE

Risguardo di copertina

ottobre -dicembre 2001. afganistan. chirurghi, infermieri, giornalisti e filmaker ci raccontano, giorno dopo giorno, ciò che il paese sta vivendo in questa drammatica situazione. ci scrivono quello che ascoltano, i commenti della popolazione. senza filtri, senza immagini di repertorio. quelle pagine sono diventate un libro. un libro per la pace.

MANCINELLA ANDREA: GOLPE NELLA CHIESA

Risguardo di copertina

parlando di queste pagine, aldo maria valli nella postfazione scrive: «ci sono i nomi e i cognomi. ci sono le date e le circostanze. ci sono le responsabilità». ed è così: il piano inclinato della sovversione, il vero e proprio golpe perpetrato nella chiesa, è spiegato nei dettagli, con un poderoso apparato di note (oltre 400). dall’esultanza massonica per le tappe della rivoluzione all’inquadramento delle idee eterodosse infiltrate, dai documenti che smascherano l’impostura fino all’analisi dei suoi frutti velenosi, il libro di don andrea mancinella fornisce un esame chiaro, inoppugnabile e a tratti stupefacente di ciò che da tempo succede nel cuore della cristianità. questo «ottimo libro» - così lo definisce don curzio nitoglia nella prefazione - lascia ammutoliti per la precisione dello sviluppo logico e per l’ineludibilità delle conclusioni.

AVALLONE SILVIA: UN'AMICIZIA

Risguardo di copertina

se le chiedessero di indicare il punto preciso in cui è cominciata la loro amicizia, elisa non saprebbe rispondere. è stata la notte in cui beatrice è comparsa sulla spiaggia – improvvisa, come una stella cadente – con gli occhi verde smeraldo che scintillavano nel buio? o è stato dopo, quando hanno rubato un paio di jeans in una boutique elegante e sono scappate sfrecciando sui motorini? la fine, quella è certa: sono passati tredici anni, ma il ricordo le fa ancora male. perché adesso tutti credono di conoscerla, beatrice: sanno cosa indossa, cosa mangia, dove va in vacanza. la ammirano, la invidiano, la odiano, la adorano. ma nessuno indovina il segreto che si nasconde dietro il suo sorriso sempre uguale, nessuno immagina un tempo in cui "la rossetti" era soltanto bea – la sua migliore amica.

CANAPINI MATTHIAS: EURASIA EXPRESS

Risguardo di copertina

sei mesi in cammino, da fano all’estremo oriente, dall’estremo oriente alla rotta balcanica, portando con sé taccuino, macchina fotografica ed empatia. eurasia express è il racconto lungo del progetto. il volto dell’altro, un lento viaggio, condotto a piedi o con mezzi di terra, alla ricerca dell’umanità dimenticata di un’asia esclusa dai circuiti turistici.

TAVCAR SERGIO - BALLESTRACCI MARCO: LO SPORT E IL CONFINE DEL MONDO

Risguardo di copertina

sul tavolino di un bar d’opicina, a cinque chilometri dal confine italo-sloveno, sergio tavacar racconta a marco ballestracci l’avventura della jugoslavia: sia storica che sportiva.tutto ciò che si troverà scritto in queste pagine è stato raccontato mentre si era seduti a un tavolino del caffè vatta, a opicina, alla fine di via nazionale, poco prima che, oltre il monumento a karl von zinzerdorf, la via cambi denominazione. leggere in alto sul muro la denominazione strada per vienna fa sorridere. e’ la conferma definitiva della natura così differente di trieste, la città a cui opicina appartiene. su quel tavolino, sempre lo stesso, tra caffè macchiati che qui si chiamano “capo” o “capo in b” o, verso mezzogiorno, tra i mezzi prosecchi e i mezzi gingerini che qui si chiamano “bicicletta”, per raccontare questa storia sono capitati fuori uno dopo l’altro carlo magno, che progetta l’offensiva contro gli avari, scandenberg, che attende l’arrivo degli ottomani nella piana di torvioll, giovanni sobieski ed eugenio di savoia che inseguono i turchi fuori dalle mura di vienna. poi, all’ora di pranzo, dopo i sardoni marinati sott’olio, giusto un attimo dopo che eugenio di savoia se n’era andato sottobraccio a ivo andric sono arrivati mirza delibsic, dragan kicanovic, drazen dalipagic, kresimir cosic e zelijko jerlow: il quintetto che ha conquistato l’oro olimpico all’olimpiade di mosca e che, per interposta persona, ha iniziato a raccontare altre storie. questa volta di pallacanestro. tutto ciò mentre intorno al tavolo entrava e usciva gente che parla indifferentemente italiano, sloveno e, sovente, tedesco. qui tra le colline carsiche, forse anche più che a trieste, si comprende il significato della parola mitteleuropa e qui certamente si possono risolvere questioni che per chi vive solo centottanta chilometri più o ovest sono davvero insondabili e lo sono sempre stato dacchè s’è avuto un poco l’uso della ragione.sul tavolino di un bar d’opicina, a cinque chilometri dal confine italo-sloveno, sergio tavacar racconta a marco ballestracci l’avventura della jugoslavia: sia storica che sportiva. non la racconta però da specialista del reportage, ma da ragazzino cresciuto a un passo dal confine tra l’ovest e l’est del mondo e, più tardi, da voce sportiva di tv koper capodistria, la televisione della minoranza italiana in slovenia.

MURGIA MICHELA: NOI SIAMO TEMPESTA

Risguardo di copertina

sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, scriveva bertolt brecht, ma è difficile credere che avesse ragione se poi le storie degli eroi sono le prime che sentiamo da bambini, le sole che studiamo da ragazzi e le uniche che ci ispirano da adulti. la figura del campione solitario è esaltante, ma non appartiene alla nostra norma: è l’eccezione. la vita quotidiana è fatta invece di imprese mirabili compiute da persone del tutto comuni che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. è così che è nata wikipedia, che è stato svelato il codice segreto dei nazisti in guerra e che la lotta al razzismo è entrata in tutte le case di chi nel ‘68 guardava le olimpiadi. michela murgia ha scelto sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute e le ha raccontate come imprese corali, perché l’eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti. una tempesta alla fine sono solo milioni di gocce d’acqua, ma col giusto vento. disegnato da the world of dot con un fumetto di paolo bacilieri. età di lettura: da 12 anni.

DESAI KIRAN: EREDI DELLA SCONFITTA

Risguardo di copertina

tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di kalimpong, alle falde dell'himalaya orientale, col suo misero cuoco senza neppure un nome, e una cagna, mutt, che del giudice sembra l'unico amore. ma questo terzetto in apparenza dimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, sai, l'epicentro di un terremoto narrativo le cui onde si propagano in ogni direzione e raggiungono ogni latitudine: dalla new york degli anni ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza di ristoranti nascondendo al padre le miserie della sua avventura americana, alla cambridge dei primi anni quaranta, dove il giudice ha frequentato l'università, all'unione sovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di sai. e nella stessa kalimpong, mentre si concretano i presagi della rivolta nepalese, sai intreccia col suo precettore, e futuro nemico, la più inevitabile delle passioni. già da questi pochi fili si intuisce la ricchezza del sontuoso sari narrativo cui kiran desai ha dato la forma di un romanzo appassionante, terribilmente triste e brutalmente comico. e per una volta non serve soffermarsi sul fascino di una voce, e di un mondo intriso di dolore, perché la magia di queste storie tremendamente vere sta anzitutto nel loro elemento più ovvio, ma anche più raro: la prosa amara e calda in cui sono scritte.

CANDIANI CHANDRA LIVIA: QUESTO IMMENSO NON SAPERE

Risguardo di copertina

una buona pratica preliminare di qualunque altra è la pratica della meraviglia. esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi. guardarsi attorno e lasciar andare il concetto di albero, strada, casa, mare e guardare con sguardo che ignora il risaputo. esercitare la meraviglia cura il cuore malato che ha potuto esercitare solo la paura. questo è un libro disordinato. e l'autrice ha scelto di lasciarlo cosí. «perché ogni disordine ha un suo ordine interno e misterioso. forse è l'andatura della mente, forse quella del ricordo, forse è l'intenzione di essere volatile o l'aspirazione alla semplicità, in ogni caso è qualcosa di sfuggente che non vuole essere imbrigliato in un piano: come un animale o come un albero della foresta, non addomesticati, inutili, nel senso che non si curano di avere uno scopo, sono in vita e gli basta. il disordine è questo essere cosí come si è seguendo un filo illogico di stare al mondo». ognuno di noi nel momento in cui accetta di non sapere si apre alla meraviglia e alla infinita sperimentazione in un inesorabile avvicinamento al mondo animale e vegetale.