(NON IMPOSTATO): IL NOME DELLA ROSA - AUDIOFILM
SCURATI ANTONIO: M. IL FIGLIO DEL SECOLO - PARTE 1 - PREMIO STREGA 2019
Risguardo di copertina
lui è come una bestia: sente il tempo che viene. lo fiuta. e quel che fiuta è un'italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. lui, invece, in un rapporto di pubblica sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". lui è benito mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'italia. la saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. nessuno però aveva mai trattato la parabola di mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – d'annunzio, margherita sarfatti, un matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.
SCURATI ANTONIO: M. L'UOMO DELLA PROVVIDENZA
Risguardo di copertina
all'alba del 1925 il più giovane presidente del consiglio d'italia e del mondo, l'uomo che si è addossato la colpa dell'omicidio di matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. benito mussolini, il "figlio del secolo" che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell'ufficio del popolo d'italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un'ulcera che lo azzanna da dentro. così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. m. non è più raccontato da dentro perché diventa un'entità distante, "una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta". attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. il duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande storia. a dirimere le beghe tra i gerarchi mette augusto turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso margherita sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia edda dandola in sposa a galeazzo ciano; affida a badoglio e graziani l'impresa africana, celebrata dalla retorica dell'immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all'orrore dei gas e dei campi di concentramento. il cammino di m. il figlio del secolo – caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell'autocoscienza nazionale – prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell'oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell'epoca. fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando m. fa innalzare l'impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.
CARRISI DONATO: LA BUGIA DELL'ORCHIDEA
Risguardo di copertina
immagina un’alba d’estate. immagina l’aria immobile della campagna, l’odore dei campi, il frinire dei grilli. immagina il buio che arretra all’invasione del giorno. immagina ora un casale rosso, solitario in mezzo al nulla. immagina di scorgere biciclette da bambini e giocattoli sulla ghiaia, panni stesi ad asciugare, galline e conigli, un moscone sopra un secchio. immagina il silenzio. un silenzio che non sembra appartenere a questo mondo. un silenzio interrotto all’improvviso da un urlo disperato. c’era una volta la famiglia c., tre figli piccoli e due genitori amorevoli. c’era una volta la famiglia perfetta, e ora non c’è più. cos’è accaduto dentro il casale rosso in quella calda notte d’agosto? immagina qualcosa di terribile e crudele. immagina che esista solo un possibile responsabile. l’unico sopravvissuto. immagina di avere la verità proprio davanti agli occhi. ogni dettaglio combacia, ogni indizio è allineato e c’è una sola spiegazione. non puoi sbagliare. hai tutte le risposte. ma ciò che proprio non puoi immaginare è che questa non è la fine della storia. è l’inizio. questo libro ha un segreto. chi l’ha scritto ha un segreto. chi lo legge avrà un segreto. e nessuno sarà più lo stesso.
CHILD LEE: VIA DI FUGA. SAGA DI JACK REACHER VOL. 4
Risguardo di copertina
si è stabilito a new york. è felicemente fidanzato con jodie. ma l'ex maggiore della polizia militare jack reacher ha qualche difficoltà ad abituarsi a una vita tranquilla. del resto, sembra proprio che i guai vengano a cercarlo. questa volta è l'fbi a considerarlo il maggior indiziato in una catena di delitti. le vittime sono donne in congedo dall'esercito, e il modus operandi dell'assassino è assai vicino al delitto perfetto: nessun segno di effrazione, né di violenza. solo un cadavere, immerso in una vasca di vernice verde militare. per reacher c'è un unico modo di scagionarsi: aiutare l'fbi a trovare il colpevole, prima che la lista delle vittime si allunghi.
HUXLEY ALDOUS: IL MONDO NUOVO, RITORNO AL MONDO NUOVO
Risguardo di copertina
scritto nel 1932, "il mondo nuovo" è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. i cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. in cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. al romanzo seguono la prefazione all'edizione 1946 del "mondo nuovo" e la raccolta di saggi "ritorno al mondo nuovo" (1958), nelle quali huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del novecento.
PIF: ...CHE DIO PERDONA A TUTTI
Risguardo di copertina
arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. la più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di palermo, il dolce preferito di arturo. e in un istante diventa la donna dei suoi sogni. sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, lei sulla religione ha la stessa pignoleria di arturo sui dolci. è proprio così che lui la conquista, sostituendo l'uomo che ha il compito di interpretare gesù durante una via crucis. quel giorno è per arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. ciònonostante, lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che arturo la confessi... questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode. per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cristianesimo, di praticare la parola di papa francesco. per tre settimane. quella che mette in pratica è una vera e propria rivoluzione che cambierà la vita di tutti, rivelando a lei e alle persone che gli stanno intorno, amici e colleghi inclusi, la natura profonda e dimenticata del cristianesimo. una verità molto scomoda, come arturo avrà presto modo di scoprire.
SCURATI ANTONIO: M. IL FIGLIO DEL SECOLO - PARTE 2 - PREMIO STREGA 2019
Risguardo di copertina
lui è come una bestia: sente il tempo che viene. lo fiuta. e quel che fiuta è un'italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. lui, invece, in un rapporto di pubblica sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". lui è benito mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'italia. la saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. nessuno però aveva mai trattato la parabola di mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – d'annunzio, margherita sarfatti, un matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.
BARALDI BARBARA: GLI OMICIDI DEI TAROCCHI
Risguardo di copertina
un giallo magnetico e visionario, una storia che fonde logica e mistero, un segreto sepolto fra molti destini intrecciati. trieste è una città abituata al silenzio, ma questa volta tace per paura. un killer senza volto ha commesso due delitti: le vittime non sembrano avere nulla in comune, se non che sulle scene vengono trovate due carte dei tarocchi, la temperanza e la ruota della fortuna. appena la commissaria emma bellini le vede, il gelo la attraversa. quelle carte fanno parte di un mazzo realizzato a mano da sua sorella maia, artista e appassionata di esoterismo, con cui non parla da anni. emma ora non può evitare il confronto. deve ritrovare maia, interrogarla, capire cosa leghi il mazzo agli omicidi. maia, però, è atterrita: rivela di aver distrutto tutte le carte da tempo, dopo un evento drammatico che ha stravolto la sua vita e l'ha portata a rinnegare per sempre la divinazione. un trauma che le ha lasciato una parola incisa nella memoria, come un'eco lontana o un marchio a fuoco. safir. quando un terzo cadavere viene ritrovato, con un'altra carta accanto, l'indagine diventa una corsa contro il tempo. mentre emma segue i fili logici di un enigma che sembra sfuggire a ogni razionalità, maia rimette mano ai tarocchi per cercare di far pace con il passato. e, forse, per ritrovare sua sorella.
FERRARI DARIO: LA RICREAZIONE E' FINITA
Risguardo di copertina
marcello è un trentenne senza un vero lavoro, resiste ai tentativi della fidanzata di rinsaldare il legame e cerca di prolungare ad libitum la sua condizione di post-adolescente fuori tempo massimo. la sua sola certezza è che vuole dirazzare, cioè non finire come suo padre a occuparsi del bar di famiglia. per spirito di contraddizione, partecipa a un concorso di dottorato in lettere, e imprevedibilmente vince la borsa. entra così nel mondo accademico e il suo professore, un barone di nome sacrosanti, gli affida come tesi un lavoro sul viareggino tito sella, un terrorista finito presto in galera e morto in carcere, dove però ha potuto completare alcuni scritti tra cui le agiografie infami, e dove si dice abbia scritto la fantasima, la presunta autobiografia mai ritrovata. lo studio della vita e delle opere di sella sviluppa in lui una specie di identificazione, una profonda empatia con il terrorista-scrittore: lo colpisce il carattere personale, più che sociale, della sua disperazione. contemporaneamente sperimenta dal di dentro l'università: gli intrighi, le lotte di potere tra cordate e le pretestuose contrapposizioni ideologiche, come funziona una carriera nell'università, perfino come si scrive un articolo «scientifico» e come viene valutato. si moltiplicano così i riferimenti alla vita e alla letteratura di tito sella, inventate ma ironicamente ricostruite nei minimi dettagli; e mentre prosegue la sarcastica descrizione della vita universitaria, il racconto entra nella vita quotidiana di marcello e nelle sue vitellonesche amicizie viareggine. realtà sovrapposte, in cui si rivelano come colpi di scena delle verità sospese. che cosa contiene l'archivio sella, conservato nella biblioteca nazionale di parigi? perché il vecchio luminare sacrosanti ha interesse per un terrorista e oscuro scrittore? e che cosa racconta, se esiste, la fantasima, l'autobiografia perduta? la ricreazione è finita è un'opera che si presta a significati e interpretazioni molteplici. un narrato in cui si stratificano il genere del romanzo universitario - imperniato dentro l'artificioso e ossimorico mondo dell'accademia -, con il romanzo di formazione; il divertimento divagante sui giorni perduti di una generazione di provincia, con la riflessione, audace e penetrante, sulla figura del terrorista; e il romanzo nel romanzo, dove l'autore cede la parola all'autobiografia del suo personaggio. questo libro racconta la storia di due giovinezze incompiute, diversissime eppure con una loro sghemba simmetria.
VERNA NICOLETTA: IL VALORE AFFETTIVO
Risguardo di copertina
bianca aveva sette anni quando un incidente dai contorni incerti ha innescato nella sua vita una reazione a catena, che non ha risparmiato nulla. oggi sta con carlo, cardiochirurgo di fama internazionale, e all'apparenza lo venera. ma tanta devozione, in realtà, nasconde un piano macchinoso, folle: un progetto di rinascita in cui l'uomo è un mero strumento. nel percorso che intraprenderà per realizzarlo, bianca scoprirà una verità che nessuno avrebbe mai potuto sospettare.
NOIO NADIA: TORNERA' LA PRIMAVERA
Risguardo di copertina
il luminoso esordio di una giovane scrittrice. un romanzo familiare che attraversa un secolo di storia con la leggerezza di una scrittura delicata e toccante. campania, fine ottocento. la piccerella, ingenua e credulona per natura, lavora a servizio presso un’aristocratica famiglia napoletana, in cui il padrone, detto mascariello, e anche suo figlio, soprannominato zufolo, approfittano ripetutamente della sua innocenza con il benestare della moglie del primo, la libbardèra, da sempre al corrente dei tradimenti del marito. tutto cambia quando la ragazza scopre di essere incinta, senza che si conosca l’identità del padre. la libbardèra, così, decide di relegarla in casa di una mammana, dove la piccerella metterà al mondo il piccolo orlando, candido e buono quanto sua madre. i due per un po’ si terranno lontani ma pian piano riusciranno a tornare nella casa dei padroni, dove orlando crescerà fino a diventare uomo. la mammana spera per lui un futuro migliore, ma i suoi sogni s’infrangono quando orlando incontra la misteriosa luisa, figlia di girovaghi e capace di sentire voci in grado di captare la malasorte. come in una filastrocca, le vicende di questa famiglia continuano a dipanarsi seguendo un ciclo naturale destinato a procedere nonostante i rivolgimenti della storia. come un albero genealogico che si svela davanti agli occhi di chi legge, la narrazione procede spedita, sorprendendo il lettore a ogni svolta. un libro di straordinaria potenza narrativa, ricchissimo di storie e personaggi. un romanzo di autentica bellezza in cui si incrociano i destini di figure indimenticabili e in cui ricordo intimo, magia e superstizione si mescolano per un racconto quasi epico da tramandare di generazione in generazione.
BOMANN CORINA: UNA LUCE NEL BUIO. 2° LIBRO DELLA SERIE LE SORELLE DI WALDFRIEDE
Risguardo di copertina
sono ormai passati più di dieci anni da quando il dottor conradi ha fondato l'ospedale di waldfriede, e finalmente si è fatto un nome che gli ha permesso di essere accettato nella storica società chirurgica di berlino. hanna, la sua fedele assistente, rientra in servizio dopo un periodo di cura e fa la conoscenza di lilly, l'ultima assunta, un'infermiera poco più che ventenne e molto volenterosa, che spicca tra le altre. ma dopo la crisi economica che ha travolto l'europa nel 1929, altre nuvole scure si addensano all'orizzonte. da quando hitler e il suo partito hanno guadagnato visibilità, si è inasprito l'atteggiamento nei confronti degli ebrei, anche di quelli che lavorano al waldfriede. come il professor kirsch, il pediatra, che per lilly non è più solo il suo capo, ma semplicemente rudolph, l'uomo con il quale ama fare gite fuori porta nel tempo libero. improvvisamente l'ospedale e il suo personale sono sotto stretta sorveglianza, e lilly, dopo aver faticato ad acquisire le competenze necessarie a curare i suoi piccoli pazienti, è molto preoccupata per ciò che gli potrebbe capitare. inoltre si è ormai resa conto che i suoi sentimenti per il dottor kirsch vanno al di là di una relazione puramente professionale, e sospetta di non essere l'unica a nascondere un segreto. i tempi si fanno sempre più minacciosi, e lilly è sempre più disperata: dovrebbe rischiare tutto, anche se significa perdere ciò che le è più caro? il secondo capitolo della saga di waldfriede.
D'AVENIA ALESSANDRO: RESISTI, CUORE. L'ODISSEA E L'ARTE DI ESSERE MORTALI
Risguardo di copertina
odissea: è il titolo del poema epico forse più noto e amato della nostra civiltà ed è anche il termine a cui si ricorre per definire un'esperienza travagliata e, in taluni casi, la vita tout court. perché soltanto al titolo di quest'opera concediamo di essere sinonimo di vita? ulisse è un eroe nuovo: avrebbe la possibilità di diventare immortale rimanendo con la bellissima calipso, ma vuole tornare a itaca da penelope e telemaco, e compiere il proprio destino mortale, paradossale destino di gioia. proprio perdendo tutto, persino la propria identità, da re a mendicante, rinasce grazie a chi lo sa riconoscere e amare. se achille è l'eroe che sovrasta il mondo, ulisse ne è invece sovrastato. il suo multiforme ingegno scaturisce dalla necessità di difendersi dai colpi della storia. la sua è una vicenda di resistenza, che culmina nei dieci anni necessari per tornare a casa, dopo i dieci trascorsi a combattere una guerra non sua: a quanti è accaduto qualcosa di simile? e quanto abbiamo sofferto, quanti compagni abbiamo perduto, quante volte abbiamo fatto naufragio, prima di capire che l'unica cura per l'invincibile nostalgia di futuro che ci affliggeva era tornare nella nostra itaca, non quella del passato ma quella ancora da fare rimanendo fedeli al nostro destino? alessandro d'avenia ripercorre i ventiquattro canti del poema come un'arte di vivere, e lo fa risplendere di tutta la sua luce. ci accompagna attraverso l'opera come studioso di lettere classiche che l'ha eletta a suo principale ambito d'interesse, come insegnante che da anni ne promuove la lettura integrale ad alta voce, come intellettuale abilissimo nell'interpretare lo spirito del tempo. e nel raccontarci le peripezie di ulisse vi ritrova la propria esperienza personale e il percorso di ogni uomo verso il proprio originale compimento esistenziale.
MONTEMURRO SILVIA: LA PICCININA
Risguardo di copertina
nora è una delle tante bambine che lavorano nelle botteghe sartoriali, sfruttate e sottopagate, che nel dialetto milanese dell’epoca venivano chiamate piscinine. è cresciuta senza amore, con la colpa di essere nata femmina in una famiglia che avrebbe desiderato un altro maschio per poter vivere meglio. per questo i fratelli la ignorano e la madre non le ha mai dato una carezza. le uniche attenzioni, quelle del padre, svaniscono quando diventa evidente che la sua balbuzie rimarrà un difetto permanente. queste colpe gravano su di lei quanto e più del “telegramma”, il cestino che le piscinine si caricavano sulla schiena per le consegne degli opifici tessili. neanche il suo aspetto la aiuta, non ha ancora sviluppato il seno quando angelica e lisa, le sue due amiche, già portano il corsetto per valorizzare le forme da donna e i boccoli ben definiti col ferro. così si rende invisibile, si nasconde tra la folla di quel corteo di bambine che lei stessa ha organizzato ma che non può guidare perché una vera leader deve saper parlare e a lei le parole sono sempre state nemiche. è un periodo di rivolte e scioperi, quello a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento, di scontri che sfociano nei moti di milano, a cui partecipa il padre di nora, convinto liberale, che poi muore durante la protesta del pane, davanti ai cannoni di bava beccaris. alle dieci giornate di sciopero del 1902 a milano prendono parte bambine e giovanissime modiste, apprendiste sarte, corriere. tra queste, nora, incastrata in quel miserabile destino di sfruttamento al contrario di angelica e lisa, che stanno per sposarsi. il loro rapporto di amicizia è lastricato di gelosie e invidie. loro sono più belle, più desiderabili, sanno cantare e ammaliare gli uomini, tutte doti che permetteranno loro di emanciparsi, anche a costo di tradirsi a vicenda.
CUGIA DIEGO: TANGO ALLA FINE DEL MONDO
Risguardo di copertina
palermo, 1894. denunciati per aver manifestato contro le tasse, michele maggio, sua moglie caterina e le gemelle diana e olivia vengono cacciati dal paradiso: un piccolo podere a isola delle femmine. don tano, spietato agente marittimo, vende loro una fazenda in argentina e i biglietti del piroscafo, promettendo fortuna oltreoceano. ma al momento della partenza manca un biglietto e diana, diciassettenne anticonformista e ribelle, è costretta a rimanere da sola in sicilia. è soltanto il primo degli inganni di tano che, pazzo di desiderio, la riduce in schiavitù. nel nuovo mondo il terreno promesso si rivela una truffa e michele è costretto a trovare lavoro al mattatoio di buenos aires. la fatica delle giornate è compensata dall'incanto delle notti, trascorse al bandoneón, un locale del porto dove, assieme ad altri emigranti, inventa il ballo del secolo: il tango. le note sensuali della nuova danza fanno da sfondo alla passione tra michele e una signora dei quartieri alti, che sfida le convenzioni nell'oscurità del bandoneón. è doña blanca flores, la moglie del proprietario del mattatoio. per quanto provino a sottrarsi alla forza del desiderio, i due non possono nulla, investiti da un genere d'amore dal quale non c'è scampo, perché il tango ci ritrova sempre, "il tango sa chi siamo". intanto diana, a palermo, fuggita dal suo aguzzino, medita il riscatto e la vendetta contro chi l'ha abbandonata.
SUN TZU: L'ARTE DELLA GUERRA
Risguardo di copertina
(non impostato)
VOLO FABIO: E' UNA VITA CHE TI ASPETTO
Risguardo di copertina
francesco è un normale trentenne di oggi. lo si deduce dal fatto che ha un lavoro stressante, anche se remunerativo, che fa per comprarsi cose che gli plachino lo stress, dovuto peraltro a un lavoro stressante, che fa per comprarsi cose che... ma lo si deduce anche dalle sue storie di sesso, con tipe una diversa dall'altra: quella che dà l'ansia da prestazione, quella con "la patata anni ottanta con tanti peli che formano un triangolo", quella che "dimmi che sono una troia" e quella che "troia dillo a tua sorella".sente il bisogno di star solo ma ha paura di tagliarsi fuori dal branco, adora i genitori ma non è mai riuscito a comunicare col padre, si fa le canne ma vuole smettere di fumare, è ansioso di crescere ma rimpiange la nonna che lo portava alle giostre. francesco vuole solo spostare il cuore al posto del cervello e viceversa, vuole solo far venir fuori quello che è veramente, vuole solo riappropriarsi del suo tempo, imparare a volersi bene, affrancarsi dalle sue tante schiavitù, incontrare la donna giusta senza dover indossare la calzamaglia del principe azzurro. insomma, robette da niente. affrontare senza pippe new age, senza psicanalasi d'accatto o vertigini filosofiche. affrontate come può farlo un ragazzo normale, con una buona dose di coraggio e tanta autoironia. si possono vincere la depressione, l'ipocondria, il torpore esistenziale? chiedetelo a francesco. e a ilaria.non dovremmo anticiparlo, ma il tutto ha un lieto fine. perché in conclusione arrivano i nostri. e si capisce che i nostri siamo noi. con questo nuovo libro fabio volo si conferma capace di esplorare con un linguaggio semplice mondi interiori complicati, di tutti e di ognuno.
TOLSTOJ LEV NIKOLAEVIC: I RACCONTI DI SEBASTOPOLI
Risguardo di copertina
nel 1854 tolstoj, appena ventiseienne, si trova sui bastioni come soldato d’artiglieria durante l’assedio di sebastopoli. davanti ai suoi occhi si rivela la realtà concreta della guerra: il panorama sfigurato dagli armamenti, la quotidianità degli abitanti che si trascina anche sotto i proiettili, morti e feriti ovunque. muovendosi tra fango e colpi di mortaio, superando trincee e ospedali da campo, crolla la leggenda che ha già raggiunto la russia intera e diventa chiaro che coloro che combattono sono in fin dei conti uomini ordinari, capaci di atti eroici ma anche di gesti codardi, di elevarsi verso più alti ideali ma anche di soccombere a sentimenti meschini. una nuova traduzione per i giovanili racconti di sebastopoli di lev tolstoj, che consegnano al lettore un resoconto lucido e fedele delle diverse fasi dell’assedio, portando alla luce la verità passata sotto silenzio nei dispacci militari. prefazione di alessandro barbero.
CAMILLA LACKBERG: SOGNI DI BRONZO. SERIE FAYE VOL. 3
Risguardo di copertina
sjack, l’ex marito di faye, non c’è più e con lui se ne sono andati anche molti dei problemi che la tormentavano. ma adesso la minaccia, se possibile ancora più molesta, arriva dall’unica persona al mondo realmente in grado di piegarla e di farle del male: suo padre. ora che è fuggito dal carcere in cui stava scontando la sua pena, faye è costretta ad affrontare le sue paure più profonde per fermarlo. e non è la sola a rischiare la vita, perché con lei sono in pericolo tutte le persone a cui vuole bene, e perfino l’impero di revenge, l’azienda che ha costruito lottando contro mille ostacoli e che l’ha resa ricca e famosa, potrebbe andare in frantumi. per pianificare la vendetta finale, faye ha bisogno delle sue alleate più fidate. anche se ancora non sa che, oltre alla polizia di stoccolma, la sta tenendo d’occhio qualcun altro: una donna determinata e dal passato oscuro, una sua nemesi perfetta che si muove nell’ombra e potrebbe portarle via tutto.