CAROFIGLIO GIANRICO: TESTIMONE INCONSAPEVOLE. 1° LIBRO DELLA SERIE DELL'AVVOCATO GUIDO GUERRIERI
Risguardo di copertina
e\' stato ucciso un bambino di nove anni. il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, abdou thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d\'ufficio e vent\'anni con rito abbreviato. ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.
RASY ELISABETTA: TRE PASSIONI
Risguardo di copertina
nell'italia di fine ottocento che scopre il fascino e i rischi della modernità e muove i primi passi della propria storia unitaria, alcune giovani donne vanno alla ricerca di se stesse percorrendo spericolatamente strade mai battute prima. i loro nomi sono grazia deledda, ada negri e matilde serao, scrittrici che affermano la propria libertà attraverso l'arte, incarnando le trasformazioni che scuotono il mondo intorno a loro. in questi delicati e tempestosi ritratti dell'artista da giovane, elisabetta rasy delinea un inedito percorso di emancipazione femminile, entra nel privato delle autrici, cattura lo sconforto dei loro amori sbagliati e la vitalissima violenza del loro scontrarsi con una società ancora intrisa di cultura patriarcale. prefazione di paolo mieli.
ACCIAI ALESSANDRA: CERTA GENTE NON DIMENTICA
Risguardo di copertina
è un giugno rovente. roma è vuota, le strade sono deserte e chi è rimasto in città si barrica dietro le imposte sigillate, alla disperata ricerca di una tregua dal sole. alina mari, ispettrice di polizia, riceve una chiamata concitata dal suo superiore, il commissario angelo bosisio: libero alberti, insegnante di yoga e attivista, è stato trovato morto in un casale di campagna. la sua compagna, lisa lucenti, è scomparsa nel nulla. la coppia si era ritirata nei pressi di viterbo per un periodo di meditazione. poi, qualcosa è accaduto. qualcosa di grave. i giornalisti sono già sul posto. gli indizi sono scarsi, frammentari. pochi giorni dopo, alina rimane vittima di un tremendo incidente sul luogo del delitto. dopo essersi sporta dal balcone al piano superiore, cade nel vuoto. quel che è certo è che la caduta la costringe a una lunga degenza. immobilizzata in un letto d'ospedale, in lenta ripresa, riceve una visita inaspettata: chiara lucenti, sorella di lisa, si presenta offrendo il proprio aiuto nelle indagini. chiara ricorda lisa, o forse no: nel modo in cui si veste, cammina e parla sembra volerle assomigliare a ogni costo. alina, costretta ad affrontare pesanti limiti fisici ed emotivi, lotta per tenere i fili dell'indagine, mentre la ricerca di lisa e del colpevole diventa un'ossessione. con una scrittura tesa, viscerale, alessandra acciai riporta in scena alina mari in un'indagine che è anche un viaggio dentro la paura, il desiderio e la memoria. un romanzo avvolgente, dove la ricerca della verità si intreccia con il bisogno urgente di salvarsi. da tutto. anche da sé stessi.
ARDONE VIOLA: TANTA ANCORA VITA
Risguardo di copertina
«questo fanno i bambini alle persone. le sincronizzano sul tempo dell’amore». una mattina vita apre la porta di casa e trova, accoccolato sull’uscio, kostya. lui, che neppure parla la sua lingua, le cambierà l’esistenza. perché ogni figlio nato sulla terra è il figlio di tutte, di tutti. nei romanzi di viola ardone l’incontro fra esseri umani ha sempre la potenza di un miracolo, capace di scardinare la solitudine, di ricomporre la speranza. kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna irina, domestica a napoli. nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. suo padre è al fronte per difendere l’ucraina appena invasa. tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con irina, che ha letto dante e parla italiano come un poeta del duecento. il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. poi, quando il padre di kostya è dato per disperso, irina torna nel suo paese a cercarlo. d’impulso, vita decide di raggiungerla, per aiutarla. tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.
ARDONE VIOLA: UNA RIVOLUZIONE SENTIMENTALE
Risguardo di copertina
tutti hanno diritto alla propria rivoluzione: anche zelda, bella ricercatrice universitaria di buona famiglia, che si ritrova a insegnare quasi per capriccio in un oscuro liceo di provincia, e che non si è mai contaminata con la materia viscosa dell'amore. zelda crede di essere una che non ha niente da insegnare, e invece i suoi alunni riescono a imparare da lei cose che lei nemmeno sospettava di sapere. sono molto giovani e non sanno ancora quasi niente della vita, ma hanno appena iniziato a capire quello che non vogliono. e la discarica che intossica il loro paese non la vogliono più. ma la rivoluzione, si sa, è come un fiammifero che una volta acceso tutto infiamma, sovverte e porta a zero. e il vento che si alza dalla protesta dei ragazzi di scogliano inizia a soffiare in direzione di zelda, e finisce per scompigliare la sua vita pettinata e asettica. così anche lei sarà costretta a scendere nella piazza della propria esistenza e a sporcarsi le mani con le materie prime della vita: cura, amore, responsabilità, rifiuto, speranza. viola ardone racconta una storia di desiderio e di riscatto, sullo sfondo di una napoli vera e pulsante come le passioni che, anche se sopite, bruciano dentro l'anima. perché tutti e ciascuno hanno diritto alla propria rivoluzione. e la rivoluzione, prima o poi, arriva.
Risguardo di copertina
il romanzo nato dall'incontro fra l'autrice finalista al premio strega e rosa bazzi: nel primo pomeriggio dell’8 gennaio 2007, rosa bazzi e olindo romano lasciano erba sui sedili di una volante dei carabinieri. pensano che gli agenti li stiano portando in salvo dai giornalisti che, dall’alba, assediano la loro casa. in meno di un’ora si trovano dentro il carcere di como, dove comincia una detenzione destinata a diventare ergastolo, condannati per aver ucciso quattro vicini di casa e averne ferito gravemente un quinto uno dei più grandi casi di cronaca recente, conosciuto come “la strage di erba. alessandra carati incontra rosa bazzi per la prima volta all’inizio del 2019. tra luglio e febbraio dell’anno seguente, le fa visita in carcere ogni settimana in sessioni che durano ore. mi sfogo con te come con il prete e dice la donna, e la travolge con discorsi contraddittori, inattendibili, al limite della comprensibilità. la costringe al suo caos. l’autrice credeva che conoscerla di persona le avrebbe permesso di separare i fatti dai detti; invece la vicinanza ha offuscato il quadro. nel tentativo di capire, cerca lo sguardo di chi l’ha frequentata negli ultimi diciassette anni: la psicologa, gli avvocati, e poi il cappellano, il marito olindo attraverso le lettere che le scrive. scopre così un’infanzia negletta, il lavoro ancora bambina a servizio delle famiglie dell’erbese, il matrimonio a vent’anni e la dipendenza da olindo, il faticoso adattamento alla detenzione. solo allora torna in carcere. rosa però non è conforme a nessun racconto che ne è stato fatto, continua a resistere come un disturbo indecifrabile. è proprio in quel momento, nella rinuncia a ogni immagine di lei e nella fatale domanda su dove si sono formate queste immagini, a quali condizioni, con quali conseguenze che affiora, come in una polaroid, rosy.
RASY ELISABETTA: LA SCIENZA DEGLI ADDII
Risguardo di copertina
kiev, primo maggio 1919: in un ritrovo di giovani artisti e letterati, nadezda chazina - non ancora ventenne, ebrea, studentessa di pittura - incontra un giovane dalle lunghe ciglia che recita versi misteriosi e incantatori. nadezda è sorpresa da un brivido. c\'è qualcosa in lui che irrazionalmente sente di condividere: \"la sventatezza, e la coscienza di una catastrofe ineluttabile\". lui è il bizzarro e anticonformista osip mandel\'stam, uno dei più grandi poeti del novecento, un nomo - ma questo nadezda lo capirà solo più tardi - che ha \"i tratti dell\'ebreo errante, dell\'esule perfetto\". nella russia sconvolta dalla rivoluzione e dalla guerra civile, tra speranza e paura, nasce un amore assoluto e invincibile, segnato dalla costante presenza della poesia, che si fa rovente strumento di libertà. separati per quasi due anni dalle turbolenze della storia, nadezda e osip si ritroveranno nel 1921 e non cesseranno di amarsi fino a quando, nel 1938, al culmine del terrore staliniano, osip sarà deportato e morirà in un gulag siberiano. e se non morirà la sua poesia sarà merito esclusivo di nadezda - indomabile nell\'amore e nel coraggio come apparve a giovani visitatori della sua vecchiaia quali iosif brodskij e bruce chatwin - che per anni aveva ricopiato, nascosto, distribuito ad amici fidati i versi del marito, fino a diventarne la memoria vivente: a decenni dalla morte di osip, le sue opere scampate alla condanna di stalin torneranno a parlare agli uomini e alle donne di tutto il mondo. indagine accurata di fatti e verità sepolti dall\'oblio, il romanzo di elisabetta rasy racconta questa passione totale sullo sfondo di una delle più terribili tragedie del novecento. è una narrazione trascinante che ci restituisce il tempo, le emozioni, il destino crudele e grandioso di due figure indimenticabili.
DEXTER COLIN: LA STRADA NEL BOSCO. 10° LIBRO DELLA SERIE DEI ROMANZI CON L'ISPETTORE MORSE
Risguardo di copertina
mentre è in vacanza nel dorset, indugiando come al solito nei pub e fantasticando pensieri erotici e conquiste, morse legge sul times di un messaggio che la polizia ha girato al giornale. contiene un poema che parla di un bosco e di una ragazza, e avverte che questa poesia, giustamente interpretata, fornisce la chiave per risolvere il caso della fanciulla svedese, una bella turista scomparsa e, pare, assassinata l'anno prima. l'articolo scatena la serie delle interpretazioni da parte dei lettori del giornale. a morse vengono affidate le indagini riaperte, mentre il grosso della polizia è interessato a contrastare un'ondata di teppismo giovanile. morse studia il poema, setaccia ipotesi tra le lettere inviate al giornale, combinandole con le proprie indagini sul campo e con gli interrogatori, di cui è maestro. e mentre dà il tormento al paziente lewis suo sergente, il lunatico, simpatico ispettore capo si apre una strada verso la comprensione dei misteri del bosco. morse è un investigatore di classica stoffa inglese, ma è una persona fuori da ogni schema, caratterizzata da difetti amabili, capricci, frustrazioni e fallimenti (spesso amorosi). le sue indagini si inoltrano nei nodi della vita, nelle piccole intimità segrete delle case, capaci di esplodere nel delitto. colin dexter le racconta con un'ironia di straordinaria efficacia raffiigurativa che obbedisce in tutto e per tutto al precetto di conrad: far udire, sentire, soprattutto vedere con la sola forza della parola scritta.
ARDONE VIOLA: LA RICETTA DEL CUORE IN SUBBUGLIO
Risguardo di copertina
esiste una cura per guarire le nostre inadeguatezze, i nostri amori sbagliati, un farmaco per anestetizzare il dolore del sentirsi sempre un passo indietro rispetto alla vita? dafne è architetto, vive a milano, è sicura di sé e indipendente, e cerca questa cura nelle leggi e nei simboli della matematica, provando a calcolare gli algoritmi delle emozioni. ma la sua infanzia è rimasta nascosta da qualche parte. non ha ricordi. qualcosa si è incastrato in lei. la sua analista le suggerisce di voltarsi indietro per cercare quella bambina che si è perduta dentro di lei, di tenerla per mano e di provare ad ascoltare la sua voce... attraverso il filo dei ricordi, la dafne adulta ritrova la dafne bambina, la sua città, napoli, la sua famiglia. non sarà facile questo incontro, perché quello che dafne bambina ha da raccontare è ora commovente e tenero come il dolce della domenica, ora inquietante, come un incubo in una stanza buia... e sarà proprio laggiù, in un'infanzia che ha i colori, i sapori e i suoni del sud, che dafne scoprirà una ricetta, semplice ed efficace come quelle imparate dalle nonne. una ricetta speciale per guarire dalle nostre debolezze, per ascoltarsi, capirsi, affrontarsi e, ogni tanto, anche perdonarsi.
CAROFIGLIO GIANRICO: TESTIMONE INCONSAPEVOLE. 1° LIBRO DELLA SERIE DELL'AVVOCATO GUIDO GUERRIERI
Risguardo di copertina
e\' stato ucciso un bambino di nove anni. il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, abdou thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d\'ufficio e vent\'anni con rito abbreviato. ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.
BORGES JORGE LUIS: ELOGIO DELL’OMBRA
Risguardo di copertina
ogni suo nuovo libro di versi, insinua borges nel prologo con incantevole autoironia, è un appuntamento con temi che il «rassegnato lettore» prevede: specchi, spade, il tempo che è «la varia / trama di sogni avidi che siamo», il labirinto senza fine che ci serra, buenos aires che è la «milonga fischiettata che non riconosciamo e ci emoziona». e ancora il dialogo con gli autori in cui borges si rispecchia – ricardo güiraldes, il «fratello della notte» de quincey, il persiano che concepì le rubaiyat, hilario ascasubi – o che, come joyce, lo hanno riscattato con il loro ostinato rigore: le «segrete leggi eterne», del resto, dove altro sono se non nei libri? nei libri letti, certo, perché la lettura è arte più raffinata della scrittura («altri si vantino delle pagine che han scritto; / io vado fiero di quelle che ho letto»), ma anche nei libri semplicemente catalogati, perché ordinare una biblioteca «è esercitare, / umilmente e in silenzio, / l'arte della critica». sono temi che il «rassegnato lettore» ritroverà qui, in realtà, con la intatta, particolare gioia «delle vecchie cose amate», scoprendo oltretutto che due nuovi, essenziali, se ne aggiungono (basti pensare a una preghiera e a elogio dell'ombra): l'etica, che non aveva mai smesso di appassionare l'amato stevenson, e che al dottor johnson aveva fatto dire: «la prudenza e la giustizia sono prerogative e virtù di ogni epoca e luogo; siamo eternamente moralisti e solo a volte geometri». e la vecchiaia, che è «dolcezza», quieta attesa della morte e di una luminosa rivelazione: «presto saprò chi sono».
DE CARLO FRANCESCO: I MALVIVENTI
Risguardo di copertina
vito è cresciuto a colpi di bullismo in un quartiere difficile di roma. goffo, buono, teneramente disfunzionale, è deriso da tutti e da tutti dimenticato. la sua è un'esistenza silenziosa, finché a quarant'anni, dopo un'operazione alle cornee, si toglie gli occhiali e tutto prende una luce diversa. conosce carolina, figlia squilibrata del proprietario della banca dove lavora, e se ne innamora. viene travolto da una passione folle e improbabile, ma anche da compagnie pericolose e dall'ostilità della famiglia benestante della ragazza. in una spirale di violenze, complotti, regolamenti di conti e omicidi più o meno accidentali, vito si ritrova a maneggiare pistole, nascondere cadaveri e scoprire verità più grandi di lui. e quando tutto sembra perduto, alla fine di una trama in bilico continuo tra comicità e tragedia, dimostrerà di essere molto più lucido e pericoloso di quanto chiunque avesse mai sospettato. perché anche lo scemo del quartiere per sopravvivere deve farsi furbo.
MARI MICHELE: I CONVITATI DI PIETRA - PREMIO STREGA 2026
Risguardo di copertina
davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? è questo che pensano gli ex alunni della iii a quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. e così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. michele mari ha scritto un romanzo commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro l’amicizia. perché in questa storia, prima di un imprevedibile finale, vale il contrario di quanto recita il proverbio: chi perde un amico trova un tesoro. 22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna. il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi… ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. e quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette, «per i quali indovinare un numero significa desiderarlo, se non altro per poter continuare a giocare». e si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato. michele mari, mai così divertito e divertente, segue i suoi personaggi fino al 2050 e oltre, grazie a un ingranaggio affabulatorio che inchioda il lettore alla pagina. del resto tutti noi abbiamo vissuto la singolare ambiguità delle cene di classe, fatte di momenti prodigiosi in cui il tempo sembra essersi arrestato, anche se appena si scrosta la nostalgia quello che rimane è il disincanto di individui che poco hanno da spartire fra di loro.
RUSSO CARLA MARIA: IL VELO DI LUCREZIA
Risguardo di copertina
firenze, 1464. la tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. il momento che filippo lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore cosimo de’ medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. c’è l’amore per lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. c’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. orfano nato “diladdarno”, filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. figlia di un tintore, lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. l’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in cielo e in terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia.
DE GIOVANNI MAURIZIO: SARA, LE ORIGINI. 8° LIBRO DELLA SERIE SARA
Risguardo di copertina
sara morozzi sa stare ai margini. ha lavorato nell'unità più discreta dei servizi, conosce le voci quando non diventano parole, legge il labiale come si leggono le crepe. dopo la morte del figlio si è ritirata, ma quella ferita non le concede riposo. è proprio l'indagine su quella morte a costringerla a rientrare in campo per la prima volta: una madre che segue tracce minime, riascolta dialoghi, rimette in ordine i dettagli che gli altri hanno lasciato cadere. da lì sara ricomincia. napoli le offre un bordo da cui guardare e muoversi senza farsi vedere. l'incontro con teresa pandolfi diventa un patto operativo e umano, il disincantato davide pardo la affianca dove serve, viola aggiunge l'occhio che ferma ciò che sfugge. ogni indizio riapre una porta che sembrava chiusa, e il metodo di sara prende forma: ascoltare, osservare, restituire alla verità la sua voce bassa ma netta. in "sara, le origini" maurizio de giovanni presenta le radici di questo sguardo e il momento in cui tutto riparte. il volume raccoglie il racconto lungo "sara che aspetta" - l'avvio, con l'indagine sulla morte del figlio - e "sara al tramonto", dove un omicidio archiviato riporta sara sul terreno operativo e definisce i legami con teresa, pardo e viola. è l'ingresso naturale nel mondo di un personaggio che, scegliendo come stare nell'ombra, decide anche come tornare a esistere. ed è da questa scelta che prende forma tutta la sua storia.
DANDINI SERENA: PAURA NON ABBIAMO
Risguardo di copertina
2 giugno 1946, l'italia diventa una repubblica e per le donne comincia un nuovo tempo. con il suo stile inconfondibile, impertinente ma rigoroso, serena dandini scrive l'avventura delle madri costituenti che sono state protagoniste di quel momento. un'«affettuosa genealogia» dove trovano posto anche intellettuali e artiste che le hanno precedute o che ne hanno raccolto il testimone. dei 556 deputati che all'indomani della guerra compongono l'assemblea costituente - eletta da milioni di italiani e, per la prima volta, di italiane - soltanto 21 sono donne. donne caparbie, intrepide e schiette, diversissime per origine, carattere e appartenenza politica, ma accomunate da una convinzione ostinata: la democrazia, senza la metà femminile del mondo, è una promessa scritta a matita. sono figure straordinarie, spesso dimenticate, che hanno combattuto e versato sangue, guidato lotte operaie, fondato giornali e movimenti politici per ottenere diritti a lungo negati. serena dandini le riporta alla luce in un libro appassionato che coniuga impegno civile e ironia, lungo un percorso in cui accanto alle madri costituenti sfilano attiviste instancabili, donne di spettacolo capaci di dar voce a desideri e ribellioni, nonché giudici e parlamentari che hanno trasformato le battaglie in leggi. tutte loro hanno contribuito a incrinare abitudini e pregiudizi degli italiani, rendendo possibile il cambiamento culturale da cui è germogliata una rivoluzione lenta, faticosa, tuttora ostacolata, ma irreversibile.
SCURATI ANTONIO: M. L'ORA DEL DESTINO - IL ROMANZO DI BENITO MUSSOLINI VOL. 4
Risguardo di copertina
sono trascorsi quarant'anni da quando il figlio del fabbro di dovia ha mosso i primi passi in politica; quasi venti da quando ha impugnato lo scettro del potere; poche settimane da quando ha annunciato agli italiani che il destino batte l'ora della guerra. proprio adesso, alla fine di giugno del 1940, quel destino offre al duce un segno, forse un presagio: italo balbo, il condottiero della milizia, il maresciallo dell'aria celebre in tutto il mondo, viene abbattuto in volo dal fuoco amico. ma non c'è più tempo per volgersi indietro. affinché la storia metta in scena l'immane tragedia della guerra, ciascuno deve interpretare la sua parte. come il generale mario roatta, feroce pianificatore di rappresaglie e capo di un esercito spaventosamente impreparato. come galeazzo ciano, ossessionato dall'idea di dominare il mediterraneo; edda, pronta a unirsi alla croce rossa per avere la sua prima linea; clara petacci, che stringe tra le braccia un uomo sempre più simile a un fantasma; amerigo dùmini, l'assassino di matteotti, che ha prosperato ricattando quel fantasma. come una generazione intera di soldati tra cui l'alpino mario rigoni stern, arruolatosi volontario, che nel gelo del fronte russo apre gli occhi sulla natura del dramma a cui partecipa, o il maggiore paolo caccia dominioni, che deve guidare il suo reparto nelle sabbie della tragica battaglia di el alamein; e una generazione intera di gerarchi tra cui dino grandi, sempre più insofferenti verso il duce. e infine c'è lui, benito mussolini, ancora convinto di poter bilanciare in europa le brame conquistatrici di hitler ma in realtà pronto a scodinzolare al fianco della tigre tedesca come un patetico sciacallo.
SCOTT KING CORETTA: LA MIA VITA CON MARTIN LUTHER KING
Risguardo di copertina
di coretta, martin luther king disse: «il mio orgoglio maschile mi suggerirebbe di dire che ho plasmato la coscienza politica di mia moglie, ma non è così». appena qualche giorno dal suo assassinio, corett scott king guiderà la marcia a nome dei lavoratori del servizio sanitario a memphis, sostituendo il marito e, nello stesso mese, terrà il suo discorso alla manifestazione contro la guerra in vietnam a new york, fino a diventare una delle più influenti leader afro-americane per i diritti civili. oltre a proseguire la lotta condotta a fianco del marito, coretta fa confluire in questo libro il pensiero che li spinse a condurre instancabili battaglie contro la segregazione razziale e a favore della pace nel mondo. un'opera che rispecchia quella filosofia della non violenza condivisa con martin luther king e che l'ha elevata a guida nazionale per gli afro-americani e a icona del pacifismo.
ANDREOLI STEFANIA: UN'OTTIMA FAMIGLIA
Risguardo di copertina
"tore my shirt to stop you bleedin'... na na na". la canzone di billie eilish martella nella testa di giulia, a battiti ritmici. è una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. non riesce proprio perché a monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, filippo costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. rispetto ai genitori "disastrosi" di giulia, i costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. un'ottima famiglia. quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". ma attraverso il racconto e lo sguardo di giulia, stefania andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. e molto più spaventosa. perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. l'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
MARKARIS PETROS: LA RICCHEZZA CHE UCCIDE. LE INDAGINI DEL COMMISSARIO KOSTAS CHARITOS VOL. 19
Risguardo di copertina
in una atene lacerata dall’emergenza abitativa, dove gli affitti divorano vite e la città si spacca tra chi una casa non può più permettersela e chi non l’ha mai avuta, un suicidio apre una crepa inquietante. due ex coniugi, costretti a condividere lo stesso appartamento perché è per loro impossibile pagare due affitti, scelgono la morte come ultimo avvertimento. charitos lo capisce subito. non è un crimine, ma è un segnale. mentre la tensione cresce tra affittuari, senzatetto, migranti e gruppi anarchici, un omicidio aggrava la situazione: gheràsimos fakìs, dirigente di un’importante impresa immobiliare, viene ucciso nella sua auto all’interno del parcheggio del complesso residenziale nel quale viveva. proprio quei palazzi che aveva contribuito a costruire sono al centro della bufera da quando un gruppo di senzatetto ha deciso di accamparsi nel vicino parco dell’ellinikòn, per protestare contro la gentrificazione che ha alzato in modo insostenibile gli affitti nella zona. il direttore della polizia dell’attica kostas charitos, insieme alla commissaria antigone della squadra omicidi, si muove in un’indagine fatta di dettagli minimi, sospetti silenziosi e indizi che emergono nei luoghi meno attesi. ogni pista sembra portare a una verità, finché un’esplosione all’alba, una cucina distrutta e una vittima innocente rimettono, ancora una volta, tutto in discussione. con la ricchezza che uccide, petros markaris firma un nuovo romanzo della serie di kostas charitos: un noir teso e contemporaneo, dove l’indagine criminale si intreccia a una società sull’orlo della frattura e in cui ogni delitto è il sintomo di una malattia più profonda.