AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 2: TOTO' CERCA PACE
CUOLLO MARINA: A DISABILANDIA SI TROMBA
Risguardo di copertina
«sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po' incazzata con il mondo per dire la sua. ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c'è il morbido. ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la melnick needles, che non è una marca di siringhe ma un'osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota.» dalla sedia a rotelle, il suo punto di osservazione «privilegiato», marina vede e ascolta cose sulla disabilità impossibili da immaginare per idiozia e insensibilità. con una straordinaria ironia racconta situazioni, comportamenti, battute del normodotato medio quando si relaziona con il disabile per strada, al lavoro, negli uffici pubblici, al ristorante. convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e preconcetti.
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 4: MISERIA E NOBILTA'
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 6: SUA ECCELLENZA...
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 3: GUARDIA GUARDIA...
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 7: IL MANTENUTO
MORO ELISABETTA - NIOLA MARINO: BACIARSI
Risguardo di copertina
elisabetta moro e marino niola propongono una messa a fuoco del bacio, significante corporeo i cui significati variano con tempi e culture. dalla preistoria del bacio alla sua trasformazione in manifestazione culturale, in espressione di sentimenti ed emozioni, che ne diversifica forme e significati, grammatica e lessico, indagati per mostrare come a quello schiocco di labbra che noi definiamo con una sola parola in altri contesti corrisponde uno spettro somatico e semantico estremamente ampio. il bacio possiede anche significati politici e sociali, reazionari o rivoluzionari, inclusivi o esclusivi. la conclusione porta sull'oggi e sulla paura del bacio come simbolo dell'endiadi contatto-contagio costitutiva dell'ambiguità e al tempo stesso della necessità di quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana. proprio mentre il bacio fa paura, come simbolo di un contatto che può essere un contagio, è venuto il momento di parlarne. questo schiocco di labbra è un esempio costitutivo dell'ambiguità e al tempo stesso della necessità di quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana.
D'AURIA MARCO: INTERNET, ISTRUZIONI PER L'USO
NATOLI LUIGI: I BEATI PAOLI
Risguardo di copertina
sullo sfondo di uno dei periodi più agitati della storia siciliana, nei beati paoli, si narrano le vicende della famiglia albamonte della motta. dalla nascita dell’erede al titolo di duca in una burrascosa notte del 1698, alla scomparsa del bambino, fino al ritorno a palermo di blasco di castiglione, cavaliere senza paura, per riprendersi titolo, beni e la propria vita. un magnifico affresco in cui non mancano duelli, vendette, intrighi. la trama principale si intreccia con storie secondarie che l’autore inizia e poi abbandona per poi riprendere a sorpresa, con colpi di scena degni del migliore dumas e che fanno pensare a qualcosa a metà tra i tre moschettieri e il conte di montecristo. ma i veri protagonisti sono loro, i beati paoli, che hanno preso blasco sotto la loro protezione. sono una leggendaria setta segreta, difensori dei deboli contro lo strapotere e la malagiustizia esercitata dai nobili, si riuniscono nelle segrete che si aprono sotto vicoli e chiese. lì emettono le loro sentenze, terribili, inappellabili, ma sempre improntate a un senso di equità. vestono un saio bianco e sono incappucciati, perché tra loro non devono riconoscersi. «da qui si entrava nella principale grotta dove trovavasi una ben larga camera con sedili tutt’intorno e con nicchie e scansie al muro nelle quali riposavan le armi sia di foco che di ferro: qui adunavansi i settari e vi tenevano le loro congreghe in luoghi oscuri, e dopo il tocco della mezzanotte onde tutto facevasi a lume di candela», racconta francesco m. emanuele, marchese di villabianca. ciò che rende unici i beati paoli oltre all’incanto nella lettura - «cominciando a leggerlo ci troviamo costretti a finirlo», sosteneva sciascia - è la sua estrema modernità che consiste nella perfetta fusione tra le vicende storiche, riportate con maniacale fedeltà, e la vita dei protagonisti con le loro emozioni e passioni. pochissimi sono i personaggi d’invenzione; l’immaginazione si riversa tutta nel fluire della narrazione e nel «privato» delle figure che via via incontriamo.
PANZETTINI CINZIA: IL SENTIERO TRA LE RISAIE
Risguardo di copertina
piemonte 1949, un pugno di case e tutt’intorno risaie a perdita d’occhio, punteggiate qua e là di cascine: è rondò di risera, un paesino del vercellese che ogni anno ai primi giorni dell’estate si riempie di mondine. come loredana lunardon, giovane e bellissima, che grazie al lavoro in risaia riesce a sopravvivere alla miseria del suo polesine. difficile non notarla e difatti non sfugge agli sguardi ammirati degli uomini di rondò, fra cui il medico condotto massimo gregori e il proprietario terriero giacinto aglietti, due compagni di pesca considerati grandi amici dagli altri avventori dell’osteria locale, anche se il dottor gregori, uomo schivo e solitario, preferirebbe tenere le distanze dall’aglietti, esuberante e un po’ rozzo. ma quando, finita la monda, quest’ultimo sparisce senza lasciare traccia, la moglie chiede aiuto proprio al medico, oltre che al prete, per ritrovare e riportare a casa il marito, dopo quella che si suppone una fuga d’amore. e gregori acconsente ad aiutarla e a trovare nel frattempo una sistemazione a lei e alle figlie che salvaguardi il buon nome della famiglia. ma non sa che questa sparizione porterà nella vita di tante persone dei cambiamenti imprevisti e drammatici, che lo coinvolgono molto da vicino. con una penna acuta e affettuosa, cinzia panzettini dipinge una galleria di personaggi irresistibili e, sullo sfondo di un’italia di provincia appena uscita dalla guerra, immerge il lettore nelle atmosfere nostalgiche e poetiche di un mondo che non c’è più.
CUSANO RODOLFO: IL NUOVO CONDOMINIO
Risguardo di copertina
questa diciannovesima edizione del manuale il nuovo condominio tiene conto dei decreti correttivi alla riforma cartabia che hanno inciso in modo particolare sui procedimenti di mediazione, di negoziazione assistita e sul processo civile. il testo, che mantiene la struttura che ne ha caratterizzato il successo editoriale, è così strutturato: ― parte prima, comunione e condominio; ― parte seconda, i beni e i servizi in condominio; ― parte terza, il regolamento e le tabelle millesimali; ― parte quarta, i criteri di riparto delle spese; ― parte quinta, l’assemblea condominiale; ― parte sesta, l’amministratore; ― parte settima, la contabilità e la riscossione degli oneri condominiali; ― parte ottava, i contratti in condominio; ― parte nona, il contenzioso; ― parte decima, privacy e comunicazione. il manuale analizza la materia con un’esposizione semplice e chiara in modo da risultare uno strumento utile anche per chi per la prima volta debba cimentarsi con le complesse questioni condominiali. la trattazione, arricchita di illustrazioni e casi pratici, si completa con un formulario e con le disposizioni normative e gli interventi giurisprudenziali di maggior interesse sul condominio e sui compiti dell’amministratore.
MANZONI ALESSANDRO: I PROMESSI SPOSI
Risguardo di copertina
(non impostato)
GIORDANA EMANUELE - MORELLO MASSIMO: ASIA CRIMINALE
Risguardo di copertina
una tela di ragno copre il sudest asiatico: un immenso triangolo. il vertice sud è a singapore, l’angolo a nordovest nel rakhine birmano, quello a nordest nel golfo del tonchino, ovvero nel mar della cina meridionale. la bisettrice del triangolo attraversa la thailandia, intersecando birmania, laos e cambogia. è il nuovo triangolo d’oro di questa parte di mondo, dove il terreno favorisce la coltivazione del papavero da oppio e la geografia umana e politica aveva creato apocalypse now. qui, due reporter figli di una tradizione giornalistica ormai sempre più rara e che da anni percorrono e vivono il sudest asiatico, investigano i regni dei signori della guerra e della droga, dove gli esseri umani sono una merce, al pari dell’oppio, dell’eroina, delle metanfetamine, del legname, delle pietre preziose e delle armi. luoghi in cui i traffici sono mascherati da movimenti di guerriglia e viceversa, spesso in quelle special criminal zones ai confini tra gli stati, dove si sono sviluppate le enclavi cinesi nelle altre nazioni. il giro d’affari maggiore è oggi nelle scam city, città-prigione dove oltre 200.000 schiavi informatici operano nelle frodi e nel gioco online, un business che vale miliardi di dollari. anche il mare e le coste sono scene del crimine, tra pirateria, traffici d’armi e di esseri umani, sulla corrente dei profughi. in altri luoghi ancora il crimine è più occulto, tra centrali di riciclaggio del denaro e società finanziarie. ed è proprio in modo occulto che le storie del nuovo triangolo d’oro si ripercuotono a livello globale. emanuele giordana e massimo morello scrivono un reportage condiviso su un’area che va dal bangladesh sino al borneo per scoprire cos’è cambiato nel cuore di tenebra del sudest asiatico e dentro di loro.
ACCIAI ALESSANDRA: CERTA GENTE NON DIMENTICA
Risguardo di copertina
è un giugno rovente. roma è vuota, le strade sono deserte e chi è rimasto in città si barrica dietro le imposte sigillate, alla disperata ricerca di una tregua dal sole. alina mari, ispettrice di polizia, riceve una chiamata concitata dal suo superiore, il commissario angelo bosisio: libero alberti, insegnante di yoga e attivista, è stato trovato morto in un casale di campagna. la sua compagna, lisa lucenti, è scomparsa nel nulla. la coppia si era ritirata nei pressi di viterbo per un periodo di meditazione. poi, qualcosa è accaduto. qualcosa di grave. i giornalisti sono già sul posto. gli indizi sono scarsi, frammentari. pochi giorni dopo, alina rimane vittima di un tremendo incidente sul luogo del delitto. dopo essersi sporta dal balcone al piano superiore, cade nel vuoto. quel che è certo è che la caduta la costringe a una lunga degenza. immobilizzata in un letto d'ospedale, in lenta ripresa, riceve una visita inaspettata: chiara lucenti, sorella di lisa, si presenta offrendo il proprio aiuto nelle indagini. chiara ricorda lisa, o forse no: nel modo in cui si veste, cammina e parla sembra volerle assomigliare a ogni costo. alina, costretta ad affrontare pesanti limiti fisici ed emotivi, lotta per tenere i fili dell'indagine, mentre la ricerca di lisa e del colpevole diventa un'ossessione. con una scrittura tesa, viscerale, alessandra acciai riporta in scena alina mari in un'indagine che è anche un viaggio dentro la paura, il desiderio e la memoria. un romanzo avvolgente, dove la ricerca della verità si intreccia con il bisogno urgente di salvarsi. da tutto. anche da sé stessi.
DEAGLIO ENRICO: C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA. GLI ANNI OTTANTA
Risguardo di copertina
gli anni ottanta cominciano con un boato. alla stazione di bologna, il 2 agosto, ottantacinque persone muoiono sotto le macerie. è l’inizio di un decennio che si apre con una strage e si chiude con un muro che crolla e segna la fine del novecento. in mezzo ci sono le guerre di mafia, camorra e ’ndrangheta, p2 e fascisti. al sud si uccide con ferocia, mentre il paese, spensierato, non bada agli spari e cambia pelle: smette di credere nella politica e comincia a credere nella televisione, il “popolo” diventa “audience” e il successo individuale dà forma a un nuovo codice morale. il nord prospera e il sud disperato sta per diventare un narcostato. ci sono gli assassinii di piersanti mattarella, di pio la torre, di walter tobagi, di carlo alberto dalla chiesa, ma anche la morte di un bambino di nome alfredo; ci sono l’ascesa di cutolo e di riina e la voce ferma di giovanni falcone, un uomo solo, il grande eroe riluttante. ci sono i funerali di berlinguer e un’italia commossa e commovente nel dargli l’addio, e poi bettino craxi e la milano da bere, i fagioli di raffaella carrà e i giovani milanesi ghiotti di hamburger, mentre un enigmatico cossiga diventa presidente della repubblica e ci lasciano italo calvino, primo levi e leonardo sciascia. ci sono il calcio più bello di sempre, con i mondiali spagnoli dell’82, maradona e lo scudetto del napoli, la nevicata del secolo, le notti di renzo arbore, il “ti spiezzo in due” del pugile russo ivan drago, l’alba del pc, i nuovi cavalieri del capitalismo – benetton, gardini, de benedetti e berlusconi: l’italia che si riscopre moderna e cinica, affamata di successo e di status. un’euforia diffusa convive con un gigantesco e inedito esperimento criminale che marchia a fuoco il decennio. in sicilia lo stato sembra assente, i magistrati vengono ammazzati, la mafia entra in borsa e il sud si fa laboratorio di un capitalismo delinquenziale che invaderà il paese. e ci sono tanti morti. più di diecimila. è la “guerra civile che non si volle vedere”. enrico deaglio e ivan carozzi raccontano questi dieci anni come un grande romanzo civile, costruito attraverso cronache, voci, immagini, fatti, sogni, mode e paure. una narrazione corale in cui la storia entra nelle case con il telegiornale e la pubblicità, con le stragi e con la musica.
GIBSON MICHAEL: DEI E EROI DELLA MITOLOGIA GRECA
Risguardo di copertina
(non impostato)
BURGOS ELISABETH: MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU'
Risguardo di copertina
una giovanissima, povera contadina india del guatemala - oggi premio nobel per la pace 1992 e portavoce delle popolazioni indigene americane - narra con intensità la storia eroica della sua gente, intrecciando i miti originari e la denuncia politica, le tradizioni e la testimonianza personale.
LATTANZI ANTONELLA: CHIARA
Risguardo di copertina
l’infanzia non è un tempo fuori dal pericolo, marianna e chiara lo sanno bene. ci sono le feste di compleanno in salotto, mano nella mano, i panini con la frittata divisi a metà e nascosti in tasca fino all’intervallo. ma c’è anche l’ombra lunga di due famiglie in apparenza diversissime, eppure uguali nella violenza con cui trafiggono. per anni hanno creduto di essere sole, le uniche a vivere nell’oscurità, a dover affrontare i mostri. e invece scoprono che la salvezza può esistere in un patto in cui l’una per l’altra diventano il rifugio che il mondo non sa offrire. ma cosa succede quando quel patto si rompe sotto i colpi della realtà, o forse solo della vita adulta? dopo “cose che non si raccontano”, antonella lattanzi torna a emozionarci e scuoterci con una storia potente, profondamente vera, che racconta di ogni volta che, nel mezzo del buio, qualcuno ha trovato il modo di tenerci vivi. «qualunque cosa sia successa dopo, non siamo più state “io” e “lei” ma “noi”. anche adesso, dopo che è successo tutto». marianna e chiara crescono a pochi passi, nella bari popolare degli anni novanta, in due famiglie che sembrano agli antipodi – una ruvida e irrequieta, l’altra ordinata e colta, apparentemente perfetta – ma che si rivelano uguali nel modo in cui tradiscono, soffocano, feriscono. tra le due ragazze nasce subito un legame assoluto, fatto di intesa e di coraggio, di un bisogno vitale di raccogliersi a vicenda. così, contro la violenza che le circonda, costruiscono un mondo solo loro, e negli anni l’affetto si confonde con l’amore, in alcuni momenti diventa anche attrazione e desiderio. ma la vita adulta le allontana, crescere in fondo è irreparabile. e allora, quando sarà il momento, sapranno tenere fede a quella promessa di esserci sempre l’una per l’altra, anche di fronte al terrore? in un romanzo dal ritmo incalzante, magnetico, che va avanti e indietro nel tempo in modo sapiente, antonella lattanzi sa tenere insieme la tenerezza dell’infanzia, l’erotismo come scoperta e il senso di minaccia incombente tra le mura di casa, la paura che qualcosa si spezzi all’improvviso, senza avvisare. ma proprio dentro la tensione, contro ogni aspettativa, si accende la poesia della vita, e insieme un bene ostinato e splendente, capace di disarmare il cuore di chi legge.
BARTOLETTI MARINO: CARO LUCIO TI SCRIVO
Risguardo di copertina
25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto ci manchi, mi manchi tanto lucio. per una volta – ti prego – di’ la verità, vecchio bugiardo. il tuo è stato solo uno scherzo. non un addio! marino bartoletti rievoca i ricordi più intimi di lucio dalla, svela aneddoti spesso inediti, riporta le frasi dette e quelle rimaste finora nel cuore. caro lucio ti scrivo è la testimonianza di una vita fatta di passioni comuni – il calcio, la pallacanestro, i fumetti, con la musica a fare da sfondo –, ma anche di singolari episodi privati, dall’inizio del loro rapporto alla serata finale del festival di sanremo 2012, quando si sorrisero e si abbracciarono per l’ultima volta. caro lucio ti scrivo, perché credo di non averlo mai fatto. o forse sì, ma non sono sicurissimo. potrebbe essere accaduto verso l’autunno del 1970, poco prima di conoscerci. di certo non avevo mai incontrato – né mi sarebbe mai più accaduto di incontrare – un esemplare come te. potrei anche aggiungere un amico come te. e persino un genio come te. ma, pur sapendo che non faresti nulla per schermirti, non vorrei sprecare subito le mie cartucce. tutto cominciò con “pressing”, un giornalino di provincia che parlava di basket
GHOSH AMITAV: CIRCOSTANZE INCENDIARIE
Risguardo di copertina
fare una cronaca del mondo che viene, descrivendo e analizzando le sue situazioni violente "senza che il proprio lavoro ne diventi complice", è il tema proprio di questo libro. guidato nelle zone calde del mondo da un reporter e uno scrittore indiano che ha vissuto da sempre, sin dall'infanzia, in circostanze incendiarie, il lettore scopre in queste pagine che c'è qualcosa di istruttivo nell'attuale disordine del mondo: che poche idee sono pericolose quanto la convinzione che ogni mezzo sia consentito in funzione di un fine auspicabile.