ANDREOLI STEFANIA: UN'OTTIMA FAMIGLIA
Risguardo di copertina
"tore my shirt to stop you bleedin'... na na na". la canzone di billie eilish martella nella testa di giulia, a battiti ritmici. è una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. non riesce proprio perché a monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, filippo costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. rispetto ai genitori "disastrosi" di giulia, i costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. un'ottima famiglia. quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". ma attraverso il racconto e lo sguardo di giulia, stefania andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. e molto più spaventosa. perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. l'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
ACCIAI ALESSANDRA: CERTA GENTE NON DIMENTICA
Risguardo di copertina
è un giugno rovente. roma è vuota, le strade sono deserte e chi è rimasto in città si barrica dietro le imposte sigillate, alla disperata ricerca di una tregua dal sole. alina mari, ispettrice di polizia, riceve una chiamata concitata dal suo superiore, il commissario angelo bosisio: libero alberti, insegnante di yoga e attivista, è stato trovato morto in un casale di campagna. la sua compagna, lisa lucenti, è scomparsa nel nulla. la coppia si era ritirata nei pressi di viterbo per un periodo di meditazione. poi, qualcosa è accaduto. qualcosa di grave. i giornalisti sono già sul posto. gli indizi sono scarsi, frammentari. pochi giorni dopo, alina rimane vittima di un tremendo incidente sul luogo del delitto. dopo essersi sporta dal balcone al piano superiore, cade nel vuoto. quel che è certo è che la caduta la costringe a una lunga degenza. immobilizzata in un letto d'ospedale, in lenta ripresa, riceve una visita inaspettata: chiara lucenti, sorella di lisa, si presenta offrendo il proprio aiuto nelle indagini. chiara ricorda lisa, o forse no: nel modo in cui si veste, cammina e parla sembra volerle assomigliare a ogni costo. alina, costretta ad affrontare pesanti limiti fisici ed emotivi, lotta per tenere i fili dell'indagine, mentre la ricerca di lisa e del colpevole diventa un'ossessione. con una scrittura tesa, viscerale, alessandra acciai riporta in scena alina mari in un'indagine che è anche un viaggio dentro la paura, il desiderio e la memoria. un romanzo avvolgente, dove la ricerca della verità si intreccia con il bisogno urgente di salvarsi. da tutto. anche da sé stessi.
NATOLI LUIGI: I BEATI PAOLI
Risguardo di copertina
sullo sfondo di uno dei periodi più agitati della storia siciliana, nei beati paoli, si narrano le vicende della famiglia albamonte della motta. dalla nascita dell’erede al titolo di duca in una burrascosa notte del 1698, alla scomparsa del bambino, fino al ritorno a palermo di blasco di castiglione, cavaliere senza paura, per riprendersi titolo, beni e la propria vita. un magnifico affresco in cui non mancano duelli, vendette, intrighi. la trama principale si intreccia con storie secondarie che l’autore inizia e poi abbandona per poi riprendere a sorpresa, con colpi di scena degni del migliore dumas e che fanno pensare a qualcosa a metà tra i tre moschettieri e il conte di montecristo. ma i veri protagonisti sono loro, i beati paoli, che hanno preso blasco sotto la loro protezione. sono una leggendaria setta segreta, difensori dei deboli contro lo strapotere e la malagiustizia esercitata dai nobili, si riuniscono nelle segrete che si aprono sotto vicoli e chiese. lì emettono le loro sentenze, terribili, inappellabili, ma sempre improntate a un senso di equità. vestono un saio bianco e sono incappucciati, perché tra loro non devono riconoscersi. «da qui si entrava nella principale grotta dove trovavasi una ben larga camera con sedili tutt’intorno e con nicchie e scansie al muro nelle quali riposavan le armi sia di foco che di ferro: qui adunavansi i settari e vi tenevano le loro congreghe in luoghi oscuri, e dopo il tocco della mezzanotte onde tutto facevasi a lume di candela», racconta francesco m. emanuele, marchese di villabianca. ciò che rende unici i beati paoli oltre all’incanto nella lettura - «cominciando a leggerlo ci troviamo costretti a finirlo», sosteneva sciascia - è la sua estrema modernità che consiste nella perfetta fusione tra le vicende storiche, riportate con maniacale fedeltà, e la vita dei protagonisti con le loro emozioni e passioni. pochissimi sono i personaggi d’invenzione; l’immaginazione si riversa tutta nel fluire della narrazione e nel «privato» delle figure che via via incontriamo.
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 7: IL MANTENUTO
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 6: SUA ECCELLENZA...
D'AURIA MARCO: INTERNET, ISTRUZIONI PER L'USO
CUOLLO MARINA: A DISABILANDIA SI TROMBA
Risguardo di copertina
«sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po' incazzata con il mondo per dire la sua. ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c'è il morbido. ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la melnick needles, che non è una marca di siringhe ma un'osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota.» dalla sedia a rotelle, il suo punto di osservazione «privilegiato», marina vede e ascolta cose sulla disabilità impossibili da immaginare per idiozia e insensibilità. con una straordinaria ironia racconta situazioni, comportamenti, battute del normodotato medio quando si relaziona con il disabile per strada, al lavoro, negli uffici pubblici, al ristorante. convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e preconcetti.
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 4: MISERIA E NOBILTA'
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 2: TOTO' CERCA PACE
MORO ELISABETTA - NIOLA MARINO: BACIARSI
Risguardo di copertina
elisabetta moro e marino niola propongono una messa a fuoco del bacio, significante corporeo i cui significati variano con tempi e culture. dalla preistoria del bacio alla sua trasformazione in manifestazione culturale, in espressione di sentimenti ed emozioni, che ne diversifica forme e significati, grammatica e lessico, indagati per mostrare come a quello schiocco di labbra che noi definiamo con una sola parola in altri contesti corrisponde uno spettro somatico e semantico estremamente ampio. il bacio possiede anche significati politici e sociali, reazionari o rivoluzionari, inclusivi o esclusivi. la conclusione porta sull'oggi e sulla paura del bacio come simbolo dell'endiadi contatto-contagio costitutiva dell'ambiguità e al tempo stesso della necessità di quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana. proprio mentre il bacio fa paura, come simbolo di un contatto che può essere un contagio, è venuto il momento di parlarne. questo schiocco di labbra è un esempio costitutivo dell'ambiguità e al tempo stesso della necessità di quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana.
PANZETTINI CINZIA: IL SENTIERO TRA LE RISAIE
Risguardo di copertina
piemonte 1949, un pugno di case e tutt’intorno risaie a perdita d’occhio, punteggiate qua e là di cascine: è rondò di risera, un paesino del vercellese che ogni anno ai primi giorni dell’estate si riempie di mondine. come loredana lunardon, giovane e bellissima, che grazie al lavoro in risaia riesce a sopravvivere alla miseria del suo polesine. difficile non notarla e difatti non sfugge agli sguardi ammirati degli uomini di rondò, fra cui il medico condotto massimo gregori e il proprietario terriero giacinto aglietti, due compagni di pesca considerati grandi amici dagli altri avventori dell’osteria locale, anche se il dottor gregori, uomo schivo e solitario, preferirebbe tenere le distanze dall’aglietti, esuberante e un po’ rozzo. ma quando, finita la monda, quest’ultimo sparisce senza lasciare traccia, la moglie chiede aiuto proprio al medico, oltre che al prete, per ritrovare e riportare a casa il marito, dopo quella che si suppone una fuga d’amore. e gregori acconsente ad aiutarla e a trovare nel frattempo una sistemazione a lei e alle figlie che salvaguardi il buon nome della famiglia. ma non sa che questa sparizione porterà nella vita di tante persone dei cambiamenti imprevisti e drammatici, che lo coinvolgono molto da vicino. con una penna acuta e affettuosa, cinzia panzettini dipinge una galleria di personaggi irresistibili e, sullo sfondo di un’italia di provincia appena uscita dalla guerra, immerge il lettore nelle atmosfere nostalgiche e poetiche di un mondo che non c’è più.
AA.VV.: FONO SCHERMO, PARTE 3: GUARDIA GUARDIA...
BARTOLETTI MARINO: CARO LUCIO TI SCRIVO
Risguardo di copertina
25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto ci manchi, mi manchi tanto lucio. per una volta – ti prego – di’ la verità, vecchio bugiardo. il tuo è stato solo uno scherzo. non un addio! marino bartoletti rievoca i ricordi più intimi di lucio dalla, svela aneddoti spesso inediti, riporta le frasi dette e quelle rimaste finora nel cuore. caro lucio ti scrivo è la testimonianza di una vita fatta di passioni comuni – il calcio, la pallacanestro, i fumetti, con la musica a fare da sfondo –, ma anche di singolari episodi privati, dall’inizio del loro rapporto alla serata finale del festival di sanremo 2012, quando si sorrisero e si abbracciarono per l’ultima volta. caro lucio ti scrivo, perché credo di non averlo mai fatto. o forse sì, ma non sono sicurissimo. potrebbe essere accaduto verso l’autunno del 1970, poco prima di conoscerci. di certo non avevo mai incontrato – né mi sarebbe mai più accaduto di incontrare – un esemplare come te. potrei anche aggiungere un amico come te. e persino un genio come te. ma, pur sapendo che non faresti nulla per schermirti, non vorrei sprecare subito le mie cartucce. tutto cominciò con “pressing”, un giornalino di provincia che parlava di basket
DA EMPOLI GIULIANO: L'ORA DEI PREDATORI
Risguardo di copertina
sono politici spregiudicati, sono titani della tecnologia. quasi ovunque hanno spazzato via la vecchia classe politica.
GIANNONE FRANCESCA: GLI ANNI IN BIANCO E NERO
Risguardo di copertina
nella sartoria della famiglia elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel salento degli anni ’60, come nel resto d’italia, le donne devono restare al loro posto. eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di giovanna, i romanzi di jane austen in cui ada si rifugia, la volontà di maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del cinema apollo, mentre vede i film di fellini e visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. e decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. e mimì filma tutto. non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. perché raccontare è resistere. perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
DEAGLIO ENRICO: C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA. GLI ANNI OTTANTA
Risguardo di copertina
gli anni ottanta cominciano con un boato. alla stazione di bologna, il 2 agosto, ottantacinque persone muoiono sotto le macerie. è l’inizio di un decennio che si apre con una strage e si chiude con un muro che crolla e segna la fine del novecento. in mezzo ci sono le guerre di mafia, camorra e ’ndrangheta, p2 e fascisti. al sud si uccide con ferocia, mentre il paese, spensierato, non bada agli spari e cambia pelle: smette di credere nella politica e comincia a credere nella televisione, il “popolo” diventa “audience” e il successo individuale dà forma a un nuovo codice morale. il nord prospera e il sud disperato sta per diventare un narcostato. ci sono gli assassinii di piersanti mattarella, di pio la torre, di walter tobagi, di carlo alberto dalla chiesa, ma anche la morte di un bambino di nome alfredo; ci sono l’ascesa di cutolo e di riina e la voce ferma di giovanni falcone, un uomo solo, il grande eroe riluttante. ci sono i funerali di berlinguer e un’italia commossa e commovente nel dargli l’addio, e poi bettino craxi e la milano da bere, i fagioli di raffaella carrà e i giovani milanesi ghiotti di hamburger, mentre un enigmatico cossiga diventa presidente della repubblica e ci lasciano italo calvino, primo levi e leonardo sciascia. ci sono il calcio più bello di sempre, con i mondiali spagnoli dell’82, maradona e lo scudetto del napoli, la nevicata del secolo, le notti di renzo arbore, il “ti spiezzo in due” del pugile russo ivan drago, l’alba del pc, i nuovi cavalieri del capitalismo – benetton, gardini, de benedetti e berlusconi: l’italia che si riscopre moderna e cinica, affamata di successo e di status. un’euforia diffusa convive con un gigantesco e inedito esperimento criminale che marchia a fuoco il decennio. in sicilia lo stato sembra assente, i magistrati vengono ammazzati, la mafia entra in borsa e il sud si fa laboratorio di un capitalismo delinquenziale che invaderà il paese. e ci sono tanti morti. più di diecimila. è la “guerra civile che non si volle vedere”. enrico deaglio e ivan carozzi raccontano questi dieci anni come un grande romanzo civile, costruito attraverso cronache, voci, immagini, fatti, sogni, mode e paure. una narrazione corale in cui la storia entra nelle case con il telegiornale e la pubblicità, con le stragi e con la musica.
JEFFERS HONOREE FANONNE: I CANTI D'AMORE DI WOOD PLACE
Risguardo di copertina
il potente romanzo di esordio di honorée fanonne jeffers è il racconto dell educazione sentimentale di una giovane donna, ma al tempo stesso una grande saga famigliare che attraversa secoli di storia americana. mescolando con maestria i due piani del presente e del passato, segue il difficile cammino di ailey pearl garfield, che cresce e si forma in una grande città del nord america, ma fin da bambina ha sempre trascorso le estati nel sud, in georgia, dove sono vissuti i suoi antenati materni dopo l'arrivo dall africa, in un villaggio che ora si chiama chicasetta, ma a cui uno schiavista bianco aveva dato il nome di wood place. sulla vita di ailey, su quella delle sue sorelle e delle donne della famiglia aleggia un terribile segreto, una realtà drammatica con la quale è quasi impossibile venire a patti. studentessa brillante, ailey rinuncia al corso di medicina, intrapreso per seguire le orme dell'amato padre, per dedicarsi alla storia, guidata da un prozio che le trasmette la passione per le radici e le lotte del suo popolo. riscoprendole, ritroverà anche se stessa, in un viaggio esaltante e spesso doloroso nel passato della sua famiglia – un incrocio di nativi americani, neri schiavi, neri liberati, padroni bianchi e bianchi poveri – al termine del quale imparerà ad accettare tutta la sua eredità, un eredità di oppressione e resistenza, schiavitù e indipendenza, crudeltà e coraggio che è la storia – e il canto – dell america stessa.
CUSANO RODOLFO: IL NUOVO CONDOMINIO
Risguardo di copertina
questa diciannovesima edizione del manuale il nuovo condominio tiene conto dei decreti correttivi alla riforma cartabia che hanno inciso in modo particolare sui procedimenti di mediazione, di negoziazione assistita e sul processo civile. il testo, che mantiene la struttura che ne ha caratterizzato il successo editoriale, è così strutturato: ― parte prima, comunione e condominio; ― parte seconda, i beni e i servizi in condominio; ― parte terza, il regolamento e le tabelle millesimali; ― parte quarta, i criteri di riparto delle spese; ― parte quinta, l’assemblea condominiale; ― parte sesta, l’amministratore; ― parte settima, la contabilità e la riscossione degli oneri condominiali; ― parte ottava, i contratti in condominio; ― parte nona, il contenzioso; ― parte decima, privacy e comunicazione. il manuale analizza la materia con un’esposizione semplice e chiara in modo da risultare uno strumento utile anche per chi per la prima volta debba cimentarsi con le complesse questioni condominiali. la trattazione, arricchita di illustrazioni e casi pratici, si completa con un formulario e con le disposizioni normative e gli interventi giurisprudenziali di maggior interesse sul condominio e sui compiti dell’amministratore.
DEAVER JEFFERY - MALDONADO ISABELLA: FATAL INTRUSION. CICLO DI SANCHEZ E HERON VOL. 1
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carmen sanchez è un agente dell fbi che rispetta le regole, è ligia al distintivo e serve il paese con coraggio e senso della giustizia. ma quando sua sorella subisce un aggressione da cui riesce a sfuggire per pura fortuna, sanchez capisce di trovarsi davanti a un mostro inafferrabile, che non riuscirà a incastrare con un'indagine tradizionale. il killer, infatti, oltre a essere spietato, è troppo bravo a nascondersi, troppo bravo a colpire al momento giusto, troppo abile a sfuggire alla polizia… e se lei vuole impedire che altro sangue venga versato nelle strade della california meridionale dovrà rinunciare ai protocolli e tentare il tutto per tutto. la necessità di trovare risposte in fretta la costringe a rivolgersi al professor jake heron, brillante ed eccentrico esperto di sicurezza privata per cui le regole sono solo suggerimenti. li lega un passato difficile e i loro rapporti sono ancora tesi, ma heron non ha scelta: deve aiutarla a capire chi è il killer. nelle settantadue ore che seguono, sanchez ed heron si ritrovano a giocare una partita a scacchi con l'assassino, cercando di fermare la carneficina. ma la ragnatela del killer è più intricata di quanto potessero pensare, e rischia di intrappolare anche loro...
MANZONI ALESSANDRO: I PROMESSI SPOSI
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(non impostato)