CARRERE EMMANUEL: KOLCHOZ
Risguardo di copertina
ci sono stati, nell’infanzia di emmanuel carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. a questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. ci piaceva da morire fare kolchoz». i tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l’ultima notte della sua vita. sarà proprio emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro. che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa hélène zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell’unione sovietica prima e della russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell’académie française; e una struggente dichiarazione d’amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l’omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.
AA.VV.: LA BIBBIA - GENESI
MARI MICHELE: I CONVITATI DI PIETRA - PREMIO STREGA 2026
Risguardo di copertina
davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? è questo che pensano gli ex alunni della iii a quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. e così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. michele mari ha scritto un romanzo commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro l’amicizia. perché in questa storia, prima di un imprevedibile finale, vale il contrario di quanto recita il proverbio: chi perde un amico trova un tesoro. 22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna. il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi… ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. e quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette, «per i quali indovinare un numero significa desiderarlo, se non altro per poter continuare a giocare». e si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato. michele mari, mai così divertito e divertente, segue i suoi personaggi fino al 2050 e oltre, grazie a un ingranaggio affabulatorio che inchioda il lettore alla pagina. del resto tutti noi abbiamo vissuto la singolare ambiguità delle cene di classe, fatte di momenti prodigiosi in cui il tempo sembra essersi arrestato, anche se appena si scrosta la nostalgia quello che rimane è il disincanto di individui che poco hanno da spartire fra di loro.
GIRARDI CLAUDIA: DELITTO A VIA DELLE ROSE. LA PRIMA INDAGINE DELLA COMMISSARIA DE LUCA
Risguardo di copertina
un debutto che cattura, sorprende e non lascia scampo. un giallo che scava nelle ombre del passato e non smette di tenere il lettore con il fiato sospeso. due omicidi distanti vent’anni. un assassino che forse è tornato a colpire. una sola verità e una commissaria chiamata a indagare. la prima indagine della commissaria de luca silvia de luca è pronta a lasciare la polizia, ma l’omicidio di un professore di storia dell’arte la costringe a rimandare ogni decisione. l’uomo, andrea urselli, è stato trovato senza vita nello stesso palazzo in cui la commissaria ha trascorso l’infanzia. un legame personale che si intreccia a un dramma familiare mai risolto: l’assassinio del padre di andrea, avvenuto vent’anni prima, rimasto impunito. convinta che i due delitti siano collegati, silvia riapre vecchie ferite e scava in una rete di segreti, ambiguità e rancori mai sopiti. mentre l’indagine procede fra colpi di scena e false piste, la commissaria deve fare i conti con la propria vita privata e con un equilibrio fragile, che l’attrazione silenziosa per l’ispettore gentile continua a minare. ma proprio quando crede di essere vicina alla fine del caso, silvia si ritrova faccia a faccia con un pericolo inatteso e dovrà lottare per salvare la sua stessa vita.
STAGG JULIA: LA LOCANDA DEI SOGNI RITROVATI
Risguardo di copertina
fogas, un piccolo paese nei pirenei. chloé, una bambina di nove anni, si lancia in spericolati salti mortali, svettando sull'erba alta. la sua compagna di giochi è una gatta, tomate, che la accompagna nelle forsennate piroette. sullo sfondo, un'antica locanda di pietra grigia, accoccolata in una valle baciata dal sole sulle sponde placide di un fiume. lorna e paul si guardano intorno e non potrebbero essere più felici. questo angolo di paradiso è finalmente tutto loro. il sogno di andarsene dall'inghilterra e aprire un ristorante in francia si è avverato. un luogo dove cucinare gustose torte e fumanti stufati, accompagnati da un corposo calice di vino rosso e dalle chiacchiere degli amici, mentre il vento accarezza le fronde degli alberi. ad aiutarli stéphanie, la cameriera gitana, e sua figlia chloé, che da grande vuole fare l'acrobata. ma il sogno è ben diverso dalla realtà. perché lorna e paul hanno un nemico nel paese di fogas: serge papon, il sindaco. un nemico potente che voleva la locanda per sé, e che adesso è deciso a riprendersi quello che ritiene suo di diritto. le sue armi sono astute: cavilli burocratici, ispezioni continue, ma soprattutto maldicenze, perché gli inglesi, si sa, non sono capaci di cucinare. il loro ristorante manderebbe in rovina l'industria turistica dell'intera regione. la locanda è in pericolo, ma lorna e paul non sono soli, perché la piccola chloé, insieme alla fida gattina tomate, è pronta anche a fare i salti mortali, pur di aiutarli.
DUMAS ALEXANDRE: IL CONTE DI MONTECRISTO (RAI)
WALLACE EDGAR: MISTERO AL CASTELLO
Risguardo di copertina
(non indicato)
ONEGA SONSOLES: LE FIGLIE DELLA TEMPESTA
Risguardo di copertina
in una notte di febbraio del 1900, tra le mura della villa di campagna dei signori valdés, nascono catalina e clara. una è la figlia di doña inés valdés e di suo marito don gustavo, i signori del pazo, l'altra è la figlia di renata, la domestica con cui gustavo ha tradito la moglie. due bambine venute al mondo insieme in una notte di tempesta, nella punta più a nord della spagna, mentre il vento scuote le finestre e i lampi abbagliano stanze buie, dove i camini sono accesi e l'odore elettrico dei fulmini penetra le pareti di granito di questa proprietà, fiorita grazie alle fortune del commercio del sale. nelle ore concitate e dense che seguono il parto, qualcosa di irreversibile accade: renata scambia le bambine, in un moto sconsiderato di disperazione, o di rivalsa, uno scatto folle guidato dall'ira. mutando così per sempre la loro sorte perché, pur cresciuta fra gli agi, catalina sarà fatalmente rosa da una gelosia durissima, mentre invece in punta di piedi clara si svestirà della timidezza e andrà a prendersi con tenacia successi e affetti. ambientata tra i paesaggi freddi e marini di punta do bico, nella provincia galiziana di pontevedra, e il sole superstizioso dell'isola di cuba, questa è una storia illuminata a giorno dalla forza delle donne. e mentre sullo sfondo scorrono ottant'anni di novecento, in primo piano emergono i sommovimenti del cuore femminile: le gelosie cattive, l'orgoglio, la tensione sognante, la fedeltà all'amore; il segreto della famiglia valdés, che qualcuno doveva raccontare.
WALLACE EDGAR: L'ORMA DEL GIGANTE
Risguardo di copertina
una vicenda talmente ingarbugliata che per poco non fa perdere la testa persino a nancy drew. vecchie ville misteriose con accanto serragli di bestie feroci e per di più affamate… orme gigantesche che soltanto un colosso può aver lasciato… un sedicente scienziato megalomane e pazzo che trama contro la sicurezza del suo stesso paese… e troppa gente che minaccia e ancor di più che trema dalla paura. e in un paio di occasioni si spaventa anche la nostra nancy: ma infine le sue capacità logiche e deduttive e il suo indomito coraggio la condurranno in porto ancora una volta. ma quanta fatica, però!
WALLACE EDGAR: LA CASA SOLITARIA
Risguardo di copertina
nella solitaria casa in riva al fiume viene ucciso un uomo anziano e ricchissimo. unico indizio: un'orma di piede nudo all'esterno dell'abitazione. all'inizio il caso può sembrare ingannevolmente semplice per il sovrintendente minter, perchè nella casa viene trovata la segretaria dell'ucciso. epuure le cose sono un po' più complicate. intanto la ragazza viene trovata in una stanza, in cui può essersi chiusa da sola, visto che la chiave della serratura è stata trovata nelle tasche dell'ucciso. e poi, molti altri elementi non quadrano e l'indagine finirà per rivelarsi complicatissima nella migliore tradizione di edgar wallace. la casa solitaria è un'altro giallo semisconosciuto del grandissimo autore inglese che costituirà una straordinaria sorpresa per il lettore italiano.
WALLACE EDGAR: L'ENIGMA DELLA CHIAVE D'ARGENTO
Risguardo di copertina
(non indicato)
CAMILLERI ANDREA: IL CAMPO DEL VASAIO
Risguardo di copertina
il campo del vasaio, detto anche del sangue, è luogo che appartiene alla topografia morale. designa una contrada maligna, putrida e pantanosa: un anfrattuoso cimitero di argille; uno smortume di forre e borri. la località è il quadrante tartareo del tradimento. venne acquistato con il 'prezzo del sangue': con i trenta denari di giuda. e accolse le viscere sparse dell'apostolo traditore, lì impiccatosi. in un campo del vasaio vengono trovati i trenta 'tagli' di un uomo: prima giustiziato, con un colpo alla nuca; poi macellato. sembrerebbe un delitto di mafia eseguito con puntigliosa esattezza, secondo il rituale arcaico riservato a quanti hanno tradito. ma il tradimento è una macchinazione che dà a intendere quel che non è. corre su un'incerta frontiera. tra vero e falso. e anche i luoghi e le cose tradiscono, in questo romanzo. lo stesso montalbano, sempre più soliloquista e monologante, su declivi di stanchezza, è posseduto da uno stupore notturno: dai lumi ciechi di un incubo traditore che lo gela, come dentro un cubo di ghiaccio, in mezzo al fracasso dei turbini. il commissario dovrà smorfiare i segni sghembi delle premonizioni, e sventare le trame nascoste di un tradimento che lo coinvolge e lo tocca fino alle lacrime. una signora dei trucchi, una maliarda, ha portato scompiglio nel commissariato di vigàta. sa come affascinare gli animi anche riluttanti. sa come stornarli, e come condannarli a una dipendenza vergognosa. somiglia all'angelica dell'"orlando innamorato" di boiardo. esotica e ingannatrice anch'essa: venuta dalla colombia, come l'altra dal cataio; entrambe perfide, fatte di "màrmaro e d'azzaro". si chiama dolores, la nuova principessa degli inganni: "dolorosa", nella pronuncia di catarella. ha adescato il 'paladino' più vicino a montalbano. e lo sobilla, per 'tradire' l'inchiesta. il 'paladino' subisce il sortilegio. ma, segretamente, vorrebbe essere redento. montalbano riuscirà a soccorrere l'amico, e a deludere le falsità con altre falsità. procederà in punta d'ingegno: abile nello sgambetto e nel contropiede. ingannerà la traditora. esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. con una meditazione calma, ancorché sconsolata. lui, montalbano, è il "poviro puparo" di una dispersa e "mischina opera dei pupi": "la faticata si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. fino a quanno avrebbe potuto reggiri?". (salvatore silvano nigro)
WALLACE EDGAR: LA PORTA DALLE SETTE CHIAVI
STEINBECK JOHN: UOMINI E TOPI
CECHOV ANTON PAVLOVIC: DIECI RACCONTI
WALLACE EDGAR: IL VOLTO DEL TERRORE
WALLACE EDGAR: LO SMERALDO MALEDETTO
WALLACE EDGAR: L'ABATE NERO
JONES SHERRY: A'ISHA, L'AMATA DI MAOMETTO